Skip to content

Il prof. Israel e il suo blog

22 gennaio 2009
by

Il prof. Giorgio Israel insegna Matematiche Complementari alla Facoltà di Scienze MFN della Sapienza e cura un blog dove interviene regolarmente su molti argomenti di grande importanza: dai rapporti con le religioni, alla politica estera, ai problemi della scuola e dell’insegnamento. Oggi il professore pubblica un post in cui annuncia la probabile chiusura del blog (o la  continuazione con regole del tutto diverse).

Le motivazioni (che spero diventino patrimonio di discussione tra tutti noi) sono elencate con precisione.
Se il professore scrive qualcosa su un argomento

La legge uno che non se ne è mai occupato, ci fa una pensatina di qualche minuto, magari va a “informarsi” con un giretto su Google, e poi cassa la questione trattandoti anche da imbecille con una prosopopea talora coperta dal nickname

Un comportamento da cui emerge l’aspetto diseducativo della rete.

Una conclusione – come potete immaginare – che vorremo contraddire: probabilmente il blog non è lo strumento migliore per interventi ex-cathedra.  Questa inadeguatezza – quindi – riguarda il “mezzo” e non la rete che lo veicola. Le persone si comportano diversamente in base al contesto in cui si trovano.  Più facile quindi provare a cambiare contesto senza abbandonare questa formidabile opportunità chiamata Internet.

Aggiornamento: Continuiamo con regole nuove 25.01.09 via gisrael.blogspot.com

3 commenti
  1. 23 gennaio 2009 3:40 pm

    Mi sembra che Giorgio Israel commetta qui un errore (o lo ha commesso quando ha aperto il blog): su Internet – meglio ancora, sul Web 2.0 e simili – lettori e scrittori sono alla pari perché, fondamentalmente, anonimi. Di loro non si sa nulla se non quello che scrivono in quel momento. Non esistono forme di rispetto di rango o di conoscenza. Così, la verità si mescola con la falsità, esattamente come nella realtà. Può non piacere ma è così ed è dove sta andando il mondo del virtuale (e mi sa che anche quello reale…). Dove il mezzo è il messaggio, i messaggi cascano tutti nel calderone di Cuchulainn. Il vero protagonista è il calderone stesso, non le cose che ci sono dentro. Conseguenze: 1) qualsiasi cane può scrivere con la tua medesima autorevolezza e non puoi farci nulla, se non cestinare o impedire i commenti; 2) la cosa può essere terapeutica; 3) Internet finge di occuparsi di informazione ma in realtà la sola cosa che veramente gli interessa è la comunicazione, che passa anche attraverso l’esposizione narcisistica di ego variamente strutturati. Dov’è il problema?

  2. fcarnera permalink
    24 gennaio 2009 10:40 am

    Non sono del tutto d’accordo con quello che scrivi. La questione dell’anonimato non è più la ‘cifra’ distintiva di internet. Avrebbe senso aprire un account su Facebook con il nomignolo micetta88? E’ vero che (per esempio) sul nostro blog 4 persone hanno scelto un nickname – ma penso che sia più per timidezza che per un reale desiderio di “anonimato”. Penso al contrario che internet venga vissuto come una spinta potente per aumentare la “reputazione” e il “riconoscimento” degli altri. Il fatto poi che questo debba passare scrivendo castronerie ad un professore che ha dedicato la vita allo studio …bè credo che sia una questione che attiene più alle cose che hai precisato benissimo nel tuo commento.

Trackbacks

  1. Morcellini sdoganerà il blog tra i docenti? « Web Sapienza

I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: