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Il web tra sito e interfaccia software

27 febbraio 2009
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Vai al quaderno websapienzaUn effetto potente delle tecnologie web2.0 è quello di aver unito due mondi altrimenti separati: quello dei siti web (pagine ipertestuali e interattività ridotta alla navigazione dei contenuti) e quello delle applicazioni software (elaborazione di dati,  interattività ‘spinta’ , possibilità di rivolgersi a utenti formati alla conoscenza e all’uso del prodotto).

L’ambiguità sito web/applicazione venne risolta cercando di incorporare elementi che facessero “assomigliare” l’esperienza utente a quella di un software installato sul proprio PC.  Il risultato fu un ibrido tra un chiosco telematico e un sito web adattato e non accessibile. L’utilizzo di plug-in proprietari colmava il gap tra pagine da leggere e moduli interattivi, trascinando ulteriori problemi di usabilità e accessibilità.

Per fortuna oggi le tecnologie a disposizione dei progettisti permettono di favorire esperienze utente totalmente soddisfacenti.  Basta dare un’occhiata alle numerose applicazioni web2.0 presenti su internet.

Anche in questo caso è utile conoscere i linguaggi di programmazione da utilizzare ma soprattutto i diversi approcci alla progettazione. Un modello valido da sempre è quello di Jesse James Garrett (PDF) che sottolinea la natura duale della progettazione web (strumento informativo e applicazione).

Sull’argomento rinvio a due articoli molto interessanti di Maurizio Boscarol: Web design e interfacce software: alcune differenze, un articolo di molti anni fa (ma ancora molto attuale) e questo, Le interfacce delle applicazioni web.

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