Skip to content

I siti di facoltà

9 marzo 2009
by

tutte

E’ il momento di dare un’occhiata ai sotto-siti(*) delle facoltà della Sapienza. Giudicare un sito è sempre un atto di grande supponenza e presunzione. Bisogna sempre aggiungere uno strato di solidarietà ai webdesigner e agli editor che fanno fronte quotidianamente a mille sollecitazioni e mille richieste. Inoltre per giudicare un sito occorre mescolare conoscenze approfondite di ergonomia cognitiva, di usabilità, valutazioni automatiche e non, test con gli utenti.

Il nostro scopo non è quello di fare un’analisi scientifica (ché andrebbe fatta con altri mezzi e con altra ‘autorità’) ma quello di riflettere insieme sulle scelte dei webdesigner della Sapienza provando a cogliere elementi comuni e punti critici.

Immaginateci seduti ad un bar(**) mentre giudichiamo ad alta voce le persone che passano. Metodo rischioso per fare amicizie, ma tentiamo.

Abbiamo preparato un’euristica semplice e essenziale. Sono 7 punti e un giudizio finale. Naturalmente è data un’ampia facoltà di prova a tutti i lettori, gli autori di questo blog e sopratutto ai webmaster dei siti esaminati.

  1. Collegamento all’home page della Sapienza
  2. Presenza dei contatti
  3. Numero di link
  4. Motore di ricerca
  5. Immagini e animazioni
  6. Titoli della finestra
  7. Versione multilingua

In rete troverete euristiche molto più dettagliate e puntuali. Le linee guida di accessibilità hanno dei check-point raffinati e precisi.
Noi scegliamo un’altra strada: elementi semplici e più ‘oggettivi’ possibile che – nelle intenzioni – restituiscono lo spirito progettuale del sito, la sua accuratezza e i punti critici che nascono da progetti, magari nati con le migliori intenzioni, ma che il tempo (e gli stakeholder) hanno finito di peggiorare. Il giudizio (naturalmente nostro) è rappresentato da “originali” (si fa per dire) faccine ( Buono, Pessimo e ‘così e così‘).

Bene. Che il gioco abbia inizio. Da domani un sito al giorno (in ordine alfabetico).

Aggiornamenti

(*) Abbiamo ricevuto qualche critica per l’uso del termine sotto-sito. Il termine sotto-sito  va letto nell’accezione che ne dà Jakob Nielsen:  Se definite “sito web” le parti anzichè l’intero, gli utenti possono cadere in confusione e non avere una corretta percezione dell’azienda. Homepage Usability. 50 siti web analizzati. Ed. Apogeo 2002 p. 11.

(**) Quando la tecnologia interpreta perfettamente la metafora: per errore aprimmo la pagina di websapienza su facebook come “Locale, bar”🙂

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: