Skip to content

A proposito di analisi dei siti e di Scienze della comunicazione

23 marzo 2009

Conoscendo l’ideatore dell’euristica, noto per non fare sconti nemmeno a se stesso quando si parla di world wide web, il giudizio sul sito di Scienze della Comunicazione mi suona nel complesso  lusinghiero.

Mi occupo da diversi anni del sito in questione e non può non farmi piacere  che emerga netta la valenza “servizi” e “informazioni” di un sito la cui progettazione risale ormai al 2005, quando vigevano due soli ordinamenti: il morente quinquennale e l’ex nuovo 509. Nel corso di quattro anni sono accadute lente trasformazioni culminate nel nuovissimo 270 e il risultato è una stratificazione di contenuti che se riflettono la “transizione” non trovano giustificazione in un approccio user oriented.

E’ su questa dimensione che abbiamo avviato un lavoro di riprogettazione del sito che parte proprio dalle mappe concettuali degli utenti “indagate” attraverso le tecniche del freelisting e del cardsorting. Un primo assaggio lo si può avere su Mediazone , la rivista on line di facoltà a firma di una nostra valente borsista che ha collaborato in questa fase (non stupitevi troppo, per noi i borsisti se meritevoli sono risorse da valorizzare).

Non ho chiaro “voi che fate, che dite, dove andate” (il grado di  clandestinità , per fortuna, è assolutamente discrezionale) , ma attualmente il nostro problema non è tanto l’identità visiva, per altro non rispettata nemmeno dall’Ateneo, ma avranno le loro buone ragioni, n’est pas?.

La momentanea mancata adesione del  sito di SdC credo che getti nello “scoramento” e “disorienti” solo gli interni al dibattito e non gli studenti alla ricerca di chiare informazioni su quali corsi seguire e come e dove prenotarsi agli esami (a proposito qualche buona nuova da Infostud? I tempi sono maturi per pensare ad un accesso finalmente unico a tutti i servizi offerti da ateneo e facoltà?).

L’esclusiva insistenza sulle questioni tecniche rischia di portarci nello sterile terreno dell’autoreferenzialità, dimenticando che ai nostri utenti importa nulla di scaloni, scalini e cherubini perfettamente allineati. L’immagine coordinata è importante, a patto che non diventi puro esercizio di stile e non scada in un muscolare confronto tra “addetti ai lavori”  (sia detto per inciso,  nemmeno riconosciuti nella nomencalutura delle figure di ruolo. Qualcuno di voi si è mai imbattuto in un “concorso pubblico, per titoli ed esami e per il conferimento  a tempo indeterminato  di n. X posti  di categoria Y posizione economica Z” per la gestione di un “sotto-sito”?)

I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: