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Come ti ristrutturo il sito

17 aprile 2009
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Prima o poi qualcuno sentirà l’esigenza di rifare il sito.

Generalmente la progettazione di un sito segue il ciclo di vita professionale di chi l’ha progettato. Questo significa che difficilmente un webdesigner avrà la possibilità di rivedere il suo progetto e di migliorarlo.
Siccome ognuno di noi pensa di lasciare una traccia indelebile nella storia del webpublishing e di essere più bravo di chi ci ha preceduto, non avremmo nessuna esitazione quindi a spazzare via tutto e ricominciare da capo.

Questo è un bene? Dipende. Se il sito è statico (pagine e documentazione fisse – non importa se dentro un database o dentro una pagina html) forse è meglio ricominciare da capo.  Lasceremo a archive.org il compito di conservare la memoria di quello che fu.

***

Chi ha la fortuna (o sfortuna) di dover rifare un sito web tenga a mente questi semplici consigli da aggiungere alle 10 cose da non fare.

1.Creare una catena di comando

Spesso il committente dà un mandato generico ad una persona o ad un gruppo, senza precisare compiti e gerarchie.

Definite una catena di comando e, in ogni vostra azione, riferitevi a questa in modo quasi maniacale e ossessivo. Ad esempio – per i siti universitari di piccole dimensioni – costruite una triade: voi (il progettista), l’esperto del contenuto (l’assistente del professore) e il professore. Discutete, litigate azzuffatevi con l’esperto e affidate a lui il compito di spiegare le decisioni al professore.
Con un team di sviluppo è più difficile, ma il concetto è lo stesso. Costruite una gerarchia  (non necessariamente legata ai livelli contrattuali) e sopratutto tenete a mente il 2° principio

2. Rispettare le competenze di ognuno, condividere le proprie con ciascuno

Ad ogni membro del team gli devono essere riconosciute le proprie competenze (programmazione, grafica, editing, eccetera). L’autorità deve essere indiscussa e sacra. Nessuno, per nessun motivo dovrà intromettersi nel lavoro altrui. Ma ognuno condividerà senza problemi il proprio lavoro con gli altri: l’editor chiederà al programmatore php come titolare una pagina e il programmatore chiederà consigli su come programmare una procedura.

3. Stabilire delle regole

Questo è un punto importante. Occorre definire delle regole, non importa quanto puntuali o attuabili. Per esempio “il nostro sito non avrà PDF”, oppure “ogni link sarà sottolineato”, “il nostro sito non avrà pop-up”. Anche questioni “scontate” (che purtroppo tanto scontate non sono) come il rispetto dei requisiti della legge Stanca o
separare struttura, stile e comportamenti devono essere ribadite e annunciate con l’enfasi di un gruppo di fanatici. Queste regole  generano una disciplina mentale, un appiglio di ‘certezze’ nelle burrasche celebrali che dovrete attraversare.

C’è un quarto punto che forse dovremmo definire zeresimo e che costituisce il fondamento di ogni buon progetto: le autorità che affidano il progetto devo credere, sostenere e condividere il lavoro dei progettisti. Senza questa condizione difficilmente porterete a casa un risultato soddisfacente.

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  1. Famolo semplice 6 « Web Sapienza

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