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L’informatica salverà l’università? (1)

20 maggio 2009
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apeL’assegnazione dei fondi alle università è sempre più legata ai cosidetti standard di qualità: qualità dell’offerta formativa, qualità della ricerca scientifica, qualità delle sedi didattiche. (Legge 9 gennaio 2009 n.1).

Le università devono dotarsi di strumenti che migliorino il rapporto con gli studenti e il loro orientamento nella scelta del corso di laurea, limitare gli abbandoni, ottenere dati certi e verificati sulle perfomances. Anche i risultati delle attività di ricerca, il numero di pubblicazioni scientifiche diventano criteri fondamentali per i finanziamenti.

In questo quadro diventa fondamentale il ruolo dell’ICT. Dalla rilevazione del numero di esami  alle ricerche svolte nei laboratori fino alle informazioni veicolate sul web e alle procedure informatiche di immatricolazioni e iscrizione ai corsi.

Le pre-condizioni affinché si possa realizzare un modello virtuoso di qualità totale sono quella di diffondere e partecipare a

  1. una cultura dell’innovazione che pervada tutti i settori e le figure professionali dell’ateneo (un tema ripreso da Fabio Masetti su questo blog).
  2. una cultura del progetto. Troppo spesso,  gli informatici pressati dai tempi stretti (ma anche da una certa faciloneria e pressapochismo) creano applicazioni informatiche e siti web poco (o per niente) usabili.  Ragioniamo su questo da un po’ di tempo. Troverete sul blog alcune riflessioni, anche qui (contributo di Mario Baioli) e nell’intervista a Antonella sul lavoro del programmatore e l’intervista a Fulvio Medici sul corso di progettazione web.
  3. una cultura dell’assistenza.  Questo è un punto che meriterà un approfondimento. In sostanza qualsiasi servizio deve prevedere una componente legata all’assistenza e all’aiuto per tutti gli utilizzatori (operatori, studenti eccetera) che devono utilizzarlo.
5 commenti
  1. Antonella permalink
    20 maggio 2009 9:07 pm

    Il terzo punto…la cultura dell’assistenza… e’ proprio quello che mi “attanaglia” in questi giorni. Vedo che molti uffici cercano ancora le informazioni nei faldoni conservati sugli scaffali piuttosto che chiedere una ricerca nel database. Oppure si utilizzano schemi fatti a mano su pezzi di carta invece di software sviluppati e pronti all’uso per gestire, ad esempio, la prenotazione delle aule. I motivi di questa retrocessione alla carta sono sempre i soliti due:
    1- non si conosce l’esistenza del software adatto;
    2- non si sa usare il software ( e non c’e’ neanche la voglia di impararlo per quanto possa essere banale).
    Sarebbe bello trovare una “cura per questi dinosauri” cercando di fargli capire che la tecnologia non e’ un nemico.

    • fcarnera permalink
      21 maggio 2009 8:55 pm

      la tecnologia non è un nemico …ma spesso chi la progetta sembra che ci odi😉
      Forse per questo che i dinosauri preferiscono rovistare tra i faldoni

  2. beatrice permalink
    21 maggio 2009 1:53 pm

    credo proprio che l’informatica salverà l’università. A dirvelo è una studentessa dell’università telematica (unisu). Da quando mi sono iscritta riesco a studiare e lavorare contemporaneamente, cosa che prima mi era impossibile. Io credo proprio che l’e-learning rappresenti il futuro della formazione perchè ti permette di apprendere in modo più stimolante, risparmiando tempo e spostamenti

    • fcarnera permalink
      21 maggio 2009 8:51 pm

      Beatrice, il tuo commento è molto appropriato. L’importanza dell’E-learning (sia per i corsi in teledidattica come quello che frequenti, sia per l’utilizzo di tecnologie di supporto alla didattica cosidetta frontale) è fondamentale. Proprio oggi, ad un corso tenuto alla Sapienza, il prof. Ruggero Matteucci (uno dei maggiori esperti di ingegneria dei percorsi didattici) segnalava l’importanza di queste tecnologie: per i corsi di recupero (attività extra o para – curriculari), per le attività di tutorato, per le comunicazioni tra discente e docente.
      Ci pare che lo sviluppo di queste applicazioni abbiano bisogno delle ‘precondizioni’ da noi elencate: innovazione, progettazione e assistenza.

Trackbacks

  1. Ringraziare i senza nome « Web Sapienza

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