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Che significa che un sito è fatto bene?

27 luglio 2009
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Cosa significa quando diciamo che un sito è fatto bene?  Su questo tema potremmo discutere per anni senza raggiungere un punto comune. E questo è ovvio. Si tratta di un’opera (la progettazione dei siti) che è al limite tra un’opera creativa, un servizio, una tecnologia, un atto comunicativo. Cosa può esserci di più incerto di questi parametri?

Ci sono i criteri di accessibilità e usabilità certo.  Ma questi non bastano.  E poi siamo sinceri…chi di noi va oltre il rispetto ‘automatico’ delle norme di accessibilità e i test di usabilità affidati alla nonna – o peggio al committente?

Per questo, forse, dovremmo trovare un criterio comune  (con i limiti dei parametri che elencavamo sopra) realistico e fattibile per giudicare un sito. Un criterio che non susciti le permalosità degli informatici/bibliotecari/webdesigner/grafici e che possa essere una base di partenza per migliorare il nostro lavoro.

Qualche mese fa facemmo un tour tra le home page delle facoltà indicando alcuni parametri per giudicare il lavoro fatto.  Oggi torniamo a visitare quelle pagine per vedere se qualcosa è cambiato e se questi mesi sono serviti a migliorare alcuni aspetti, francamente, molto discutibili.

Ancora una volta vi invitiamo a discutere i nostri giudizi. Perché i criteri comuni possono essere trovati solo con la discussione e il dibattito.

(continua…)

4 commenti
  1. 29 luglio 2009 9:24 am

    Mi pare un po’ limitativo parlare di usabilità come si fa in questo articolo.

    Un sito è fatto bene quando assolve al meglio agli obiettivi di business ed è facile e gradevole da usare.

    Come si misura questo?
    Esistono metriche che restituiscono un “numeretto” per ogni parametro di interesse.

    Riguardo l’ingegneria dell’usabilità (i test della nonna), se fatti bene, in modo scientifico, offrono spunti migliori di quelli raccontati nel post.

    Il problema non è trovare la giusta metrica… il problema è saper applicare “sapientemente” quelle esistenti😉

  2. emi permalink
    5 agosto 2009 10:48 am

    Possiamo dire che un sito è fatto bene anche quando fornisce informazioni necessarie, utili, chiare, attendibili?
    Da quest’anno ben sei facoltà cambiano radicalmente le modalità di accesso: corsi che storicamente sono stati sempre ad accesso libero prevedono una prova di verifica obbligatoria, con tanto di bando di concorso, scadenze e liturgie da rispettare. Data l’importanza anche strategica di questa novità, ci si aspetterebbe dai siti di tali facoltà una grande attenzione in merito al confezionamento e al posizionamento della notizia. Inviterei chi ha tempo e voglia a fare un giro nei siti di Filosofia, Lettere, Scienze umanistiche, Scienze statistiche, Scienze matematiche. Mettendosi nei panni di uno studente che vuole capire come iscriversi ad un corso.

  3. 8 agosto 2009 4:28 pm

    ma chi è che deve dire che l’informazioen è chiara, necessaria? Chi deve capire che è attendibile?
    L’utente…
    E come si fa a disegnare websites con tali caratteristiche?

    Con un processo centrato sull’utente😉

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  1. Il sito è fatto bene quando è utile « Web Sapienza

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