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Le parole che non si usano

30 luglio 2009

Ci sono parole che non possono essere usate per definire se stessi: intellettuale, eroe, santo.

portaSecondo me una delle parole che dovrebbe seguire questa regola è Portale. Evocativo quanto volete, metaforico anzichenò ma sostanzialmente fuorviante e sopratutto dotato di una discutibile approssimazione semantica che distrae dal fine di progettare servizi web utili per i nostri utenti.

Infatti, l’affermazione “faremo un portale” allontana l’obiettivo del qui e ora, rimanda alla magia della tecnologia quello che è invece pratica quotidiana di decine di eroi che pubblicano sul web.

Ma se questi argomenti proprio non vi convincono ricordatevi i flop della new economy (e dei miliardi andati in fumo). Delle aziende che proprio alla parola magica portale affidavano le loro fortune e quelle del XXI secolo. Vi ricordate come è andata?

One Comment
  1. Antonella permalink*
    31 luglio 2009 9:53 am

    Perche’ tutta questa ostilita’ per la parola “portale”?
    il portale di un’azienda non era stato pensato per aprire una via di accesso all’utente da dove poter avere tutte le informazioni e i servizi che l’azienda decideva di offrire? Mi sembra un’idea molto da XXI secolo e decisamente utile se usata in maniera sapiente. Certo se si fa un portale per indicare quanti utenti sono on line e che giorno e’ oggi… credo si possa anche evitare. Ma “aprirsi” al mondo tramite un portale su web, secondo me, puo’ essere decisamente un’arma vincente.

I commenti sono chiusi.

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