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Il sito è fatto bene quando è utile

5 agosto 2009

Qualche giorno fa lanciammo la domanda a-retorica: “Cosa significa quando diciamo che un sito è fatto bene?“. Nella nostra analisi dei sottositi di facoltà avevamo rilevato uno scenario abbastanza preoccupante: pagine a tirar via, informazioni approssimative, design improbabili. La nostra speranza era che il modello proposto dall’identità visiva, le sfide poste dal Governo alle università, una maggiore attenzione ai servizi web (e una cultura diffusa sulla digitalizzazione dei contenuti) contribuissero a rinnovare un settore rimasto fermo al 2000 (anni in cui imperversava il sito artigianale fai-da-te). Qualcosa si è mosso: alcune facoltà hanno rinnovato il sito, altre hanno il sito in costruzione. Deboli segnali. Ma troppo deboli e troppo confusi.

Una nostra lettrice ci ricorda:

Da quest’anno ben sei facoltà cambiano radicalmente le modalità di accesso: corsi che storicamente sono stati sempre ad accesso libero prevedono una prova di verifica obbligatoria, con tanto di bando di concorso, scadenze e liturgie da rispettare.

e ci fornisce l’unica risposta valida per la nostra domanda.

Possiamo dire che un sito è fatto bene quando fornisce informazioni necessarie, utili, chiare, attendibili

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