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Famolo semplice 8

27 agosto 2009
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Se dovessi indicare solo una delle tante cose che non vanno sul web della Sapienza (e che non funziona in molti siti universitari) non avrei esitazioni nel rilevare nei troppi link per pagina (sopratutto per le pagine iniziali) la prova provata di una cattiva progettazione.

Quando nel marzo di quest’anno conducemmo un’analisi delle home page dei sotto siti della Sapienza,  rilevammo un numero enorme di collegamenti. Praticamente una media di 5o link per pagina! Curiosamente, anche la pagina studenti di uniroma1.it è nella media, inzeppata com’é di ben 52 collegamenti!

Non c’è nessuna esitazione nel ritenere che questo modo di procedere sia sbagliato.  Disorienta, confonde e stressa l’utente e annega nel caos ogni ragionamento su modelli concettuali e architetture possibili dei siti.

Un nostro lettore criticò il nostro approccio “quantitativo” ritenendo (semplifico) che a molti contenuti debbano corrispondere molti link, a meno di rendere più profonda l’organizzazione del sito (cioè più click per raggiungere la risorsa).

La regola di raggiungere con pochi link la risorsa è una buona regola ma se serve a tenere sotto controllo la profondità del sito. Ma se poi perdiamo il controllo della superfice (home page) è del tutto inutile. Inoltre se ci impegnamo a raggruppare e organizzare i contenuti secondo modelli concettuali certi e verificabili, sarà possibile confrontare, testare, discuterne le scelte fatte dai progettisti. Altrimenti: di cosa parliamo quando il webmaster non fa che spalmare un centinaio di link in un rettangolo di pochi pixel?

Un’organizzazione caotica dei contenuti non è un destino inevitabile.

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