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Famolo semplice 9

28 agosto 2009
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Finora ce la siamo presa con editor e programmatori per come scrivono, progettano e sviluppano siti web.

Ci siamo eletti difensori degli utenti vessati e stressati da webmaster e addetti stampa.

E’ il momento di prendersela con una particolare categoria di utenti che porta la responsabilità di molti errori presenti nei nostri siti.

Mi riferisco agli stakeholder, cioè quegli utenti che hanno aspettative, obiettivi e interessi personali nel successo del sito.

Sono quelli che fanno pressioni agli editor e ai webmaster perchè si renda visibile il proprio lavoro e si aggiunga un link (il più evidente possibile mi raccomando!) ad una risorsa. Intendiamoci, che il sito serva a promuovere la propria attività è una cosa assolutamente legittima. Sono le conseguenze di questi comportamenti che provocano effetti devastanti per il sito.

La tragedia dei pascoli comuni

Un simile atteggiamento porta inevitabilmente alla cosiddetta tragedia dei pascoli comuni.

Il vantaggio di aggiungere una pecora (link) dà un valore al proprietario (la vendita dell’animale) ma l’impoverimento del terreno (l’home page) è suddiviso tra tutti, spingendo gli altri ad aggiungere un altro animale (un altro link). Il pascolo è condannato (*).

Una logica inesorabile da cui si esce solo: riconoscendo che 1) la home page del sito è un territorio comune, da preservare per il bene di tutta la struttura e 2), ogni link aggiunto rende il sito ingestibile e confuso, infine 3) una buona organizzazione del sito consente di valorizzare in altri modi la propria presenza in rete. Per esempio curando la coerenza dei contenuti, ospitando il link in sezioni coerenti del sito e rendendo “popolari” gli argomenti trattati, prevedendo un sistema di “turnazioni” nell’uso dello spazio dell’home page.

Nota
(*) L’esempio della tragedia dei pascoli comuni (concetto di William Forster Lloyd e ripreso dal biologo Garrett Hardin) e le soluzioni per evitarlo, sono riprese da Steve Krug Don’t make me think. Un approccio di buon senso all’usabilità web Hops 2000 (p.118). Un libro prezioso che ha ispirato anche il titolo idiomatico in testa a questi post agostani.

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