Skip to content

Ma la nostra è una battaglia per le regole

1 ottobre 2009
by

Vai al quaderno websapienzaSe si deve utilizzare il logo della Sapienza fuori dalle attività scientifiche, didattiche, comunicative e promozionali occorre l’autorizzazione del Rettore.

Lo studente che voglia inserire il logo della Sapienza nella sua Tesi di laurea deve accedere ad un’area riservata (come ci segnala un nostro lettore) con le credenziali di matricola e password di Infostud (l’applicativo informatico per la gestione delle tasse e delle prenotazioni esami).

L’utilizzo del marchio/logotipo è soggetto a rigide linee guida e protocolli d’uso.

I webdesigner della Sapienza combattono e imprecano per cercare di adattare il template della Sapienza ai loro progetti. Ogni struttura ha dei referenti: terminali della giusta applicazione dell’identità visiva.

Dal 2007, grazie al meritorio impegno dell’allora Rettore (prof. Renato Guarini) e dell’Ufficio Stampa (non a caso diventato successivamente Ufficio Stampa e Comunicazione), siamo entrati finalmente nella modernità, integrando l’identità scientifica e comunitaria della Sapienza con il branding e la corporate identity. E la comunità ha risposto con (quasi) unanime consenso adottando e ripettando le regole proposte.

Sul web 2.0 queste regole sembrano sospese. E’ come se la facilità e leggerezza di utilizzo dei social network venisse scambiata per uso anarchico e selvaggio dello strumento. Una specie di “ai mejo posti” senza nessuna attenzione sulle finalità e la denominazione dei gruppi.

Quando abbiamo segnalato la questione abbiamo avuto varie reazioni: dalla rassegnazione (che ci vuoi fare…il web è fatto così) a se si impegnano, è giusto che abbiano il loro riconoscimento.

Risposte conturbanti che non avremmo ascoltato se la questione venisse sollevato per gli spazi e i media classici.

Interessante anche una mail che abbiamo ricevuto in questi giorni è che più o meno ci dice:

Scusate, ma voi non vi entusiasmate per ogni iniziativa ‘sociale’ e web 2.0?.

Appunto. Siamo strenui difensori della libertà di critica e di utilizzo del web, salutiamo ogni fiore che sboccia e amplifichiamo (per quanto possiamo) ogni piccola iniziativa in rete. Ma è proprio per questo che vogliamo impedire a chicchesia di azzerare tutto attraverso l’autorappresentazione di se stessi per il tutto.

Quando il prof. Luigi Frati (l’attuale Rettore) invitava alla libera forma di espressione democratica anche attraverso il web (ricordo un’intervista ad un webmagazine di studenti) mi è venuta in mente la nostra esperienza e quella di molti altri.

Ma coloro che decidono di utilizzare il nome Sapienza e decidono di diventare la voce ufficiale del web 2.0 dell’università non fanno un buon servizio: alla democrazia, alla rete e alla Sapienza.

Tra le reazioni che abbiamo ricevuto in queste ore ci sono pure quelli che auspicano la linea dura contro quello che giudicano un vero e proprio abuso e pensano che gli uffici competenti si attivino.

A noi questa questione non ci appassiona. Siamo più interessati a contribuire ad un movimento partecipativo che definisca le regole di comportamento su Internet e sul web.
Regole su cui, tutti i membri della comunità (indipendentemente dalle loro idee, politiche e culturali…e di servizio) possano ritrovarsi e rispettare.

I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: