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Scarafaggi, wireless e soap opera

16 ottobre 2009
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  • Su Mlist, una mailing list che si occupa di marketing, un membro della lista inserisce un contributo dal suggestivo titolo:
    2 scarafaggi nel bagno. Riporta la recensione web di un anonimo cliente di un ristorante e si domanda (giustamente) quali effetti devastanti possa avere la pratica di affidare a anonimi il giudizio sulla propria attività.
  • Un blogger scrive un post per istruire all’accesso del wi-fi della Sapienza. Opera meritoria se non fosse per il sottotitolo: Poveri utenti mac osx della sapienza. Wireless e dintorni . Un lettore prevenuto, o semplicemente distratto, trarrebbe la conclusione che la Sapienza ignora gli utenti Apple. E che accedere a sapienzawireless sia un’impresa complicata, sostanzialmente un pessimo servizio .
  • Pierpaolo, moderatore del forum Sapienza (e animatore di un altro Gruppo Sapienza su Facebook con tanto di logo ufficiale) annuncia l’apertura di un’Area per i disservizi dove promette spazio a tutti quelli che vogliono sfogarsi (ma uno sfogo costruttivo [sic!]) contro i professori che arrivano tardi o operatori di segreteria che parlano di soap opera invece di lavorare.

Potremmo continuare. Basta rovistare nell’archivio di Youtube e trovare  filmati “eccezionali” di bagni rotti, corridoi poco puliti, proteste di studenti per questioni secondarie e magari superate con la soddisfazione di tutte le parti in causa.

Cosa fare? Sono due gli atteggiamenti possibili: ignorare e confidare nella tradizione e nel prestigio oppure rispondere, dialogare, scremare la buona fede dalla prevenzione.

Io non ho idee particolari a questo proposito. E non saprei dare consigli agli uffici di Comunicazione. E voi?

4 commenti
  1. 16 ottobre 2009 1:16 pm

    Ci segnalano un altro forum su http://lcmm.altervista.org/phpBB2/.

  2. fcarnera permalink
    16 ottobre 2009 9:20 pm

    Continuano ad arrivarci segnalazioni sul tema che abbiamo proposto. Per esempio il sito creato ad hoc per un processo di beatificazione per Silvio Berlusconi che avrebbe ottenuto 30.000 visite e una vasta platea di persone che hanno creduto alla ‘buona fede’ dell’iniziativa. L’operazione è ricostruita da Riccardo Staglianò. La bufala è nata da un docente di un master della Sapienza (Massimo Scialò) che voleva dimostrare ai suoi studenti quanto fosse facile far cascare la gente.
    Sembra incredibile…ma posso portare la mia testimonianza: un amico di Fb (e un collega) non certo sprovveduto pensava che fosse una vera iniziativa.

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