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Il professore ha il raffreddore. Il proiettore è rotto

13 gennaio 2010
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Nella home page della Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Torino ho trovato un documento ‘illuminante’ – nel metodo e nel merito – per la gestione dei servizi universitari. Non mi risulta che esistano esempi di questo tipo alla Sapienza: prendere nota.

Il documento si intitola Istruzioni operative gestione emergenze e disservizi della didattica. Sono 2 pagine e 2 schemi ben scritti che definiscono gli interventi necessari nel caso di problemi relativi all’attività didattica. il documento individua responsabilità, referenti e contatti. Il riferimento normativo diretto è al Regolamento didattico dell’ateneo e all’articolo 71 del decreto ‘Brunetta’  L.133 (l’articolo relativo alle assenze).

La definizione di emergenza passa dall’assenza del docente, alla rottura della strumentazione di laboratorio, alla necessità di cambiare aula.

Mi domando se questo metodo non possa essere esteso anche ad altri tipi di emergenze (penso ad esempio ai servizi informatici) e se la redazione di questi protocolli non debba essere un momento importante per la condivisione dei processi lavorativi e l’accertamento delle responsabilità, responsabilità intesa come individuazione veloce degli interventi da effettuare e loro risoluzione non come ricerca di capri espiatori.

Documento

  • Istruzioni operative gestione emergenze e disservizi della didattica [PDF nuova finestra] (via veterinaria.campusnet.unito.it)
2 commenti
  1. Mario Baioli permalink
    13 gennaio 2010 11:08 am

    Hai ragione, qui non ce n’è traccia alcuna. Forse perchè il governo delle emergenze non è avvertito sufficientemente come una priorità di corretta gestione. Comunque, dovrebbe esistere un “documento formale” da qualche parte per la cd. gestione del rischio come richiesto dalla normativa, tra l’altro non recentissima.

  2. 14 gennaio 2010 11:24 am

    Rispondo ad una richiesta di parere su questo articolo, che mi ha inviato Francesco Carnera.
    Personalmente, avrei intitolato l’articolo “Il proiettore ha il raffreddore. Il professore è rotto!”
    Perdonatemi l’umorismo…
    Bene, a parte la digressione spero divertente, apro questo mio breve intervento precisando che la mia opinione personale e quella professionale, in questo caso coincidono.
    L’idea di realizzare una sorta di manuale operativo per gestire le situazioni d’emergenza è sicuramente buona e meritevole di approfondimento. Sencondo me, però, non dovrebbe limitarsi ai servizi (e disservizi) della didattica, bensì a quelli forniti a tutto tondo dall’università. Primi fra tutti i servizi informatici, sicuramente, ma a seguire anche quelli di comunicazione, di informazione e di supporto. Non so bene da chi dovrebbe partire l’iniziativa, ma forse potrebbe essere una proposta corale (bottom – up, in questo caso) che però – se avesse seguito – andrebbe necessariamente sviluppata e seguita a cura delle singole facoltà e dei funzionari/dirigenti delle varie strutture coinvolte. Un conto è l’iniziativa di una singola facoltà, come nel caso dell’Università di Torino, e un altro è il tentativo di porre in essere un’operazione che coinvolga un intero ateneo (grande e complesso come il nostro).
    Infine, mi permetto di buttare lì una suggestione.
    So che l’ufficio formazione, tra le varie attività formative proposte, ha curato anche la realizzazione di corsi su gestione delle emergenze e task force (probabilmente, un’edizione è stata anche già effettuata, ma non sono sicura).
    Questo per dire, che evidentemente, la percezione dell’esistenza del problema del “governo delle emergenze” è sentita più o meno consapevolmente anche da altri…
    Un saluto a tutti

I commenti sono chiusi.

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