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I siti della PA e noi

22 gennaio 2010
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I problemi che assillano i siti della grandi amministrazioni sono comuni: siti non usabili, pagine non aggiornate, progettazioni fuori dai requisiti minimi di accessibilità, informazioni scollate dai contesti reali in cui si svolge l’attività di servizio dell’amministrazione stessa.

Per risolvere questi problemi, il Ministero della Funzione Pubblica si sta muovendo (a nostro giudizio) bene.

Il web di un’organizzazione complessa si governa con un mix di dirigismo, collaborazione tra le ‘redazioni’ (tecniche e di contenuto) e sopratutto dialogo e partecipazione degli utenti.

La Funzione pubblica procederà ad un’opera di rottamazione dei siti (anche su segnalazione degli utenti) e una nuova registrazione sotto il dominio .gov.it, che costituirà il dominio di riferimento per i servizi della amministrazione pubblica. ( Il sito pubblico inutile finirà al macero via sole24ore.it)

La strategia può essere applicata all’università?

Anche se gli ingredienti per una buona gestione (e riorganizzazione) dei siti universitari rimane la stessa (dirigismo, collaborazione, dialogo con gli utenti) non si può applicare ad essi lo stesso criterio di un sito della PA.

Un abstract di un articolo scientifico di dieci anni fa potrebbe avere un interesse ancora attuale. La home page un po’ disordinata di un docente potrebbe essere utile per i propri studenti, gruppi di ricerca devono poter veicolare informazioni e contenuti senza l’assillo della ‘congruità’ con il resto del web.

Il web universitario è servizio, didattica, ricerca e informazione. È (dovrebbe essere) un territorio di libertà e di sperimentazione. La progettazione deve seguire queste diverse vocazioni e dargli il giusto peso e il giusto sviluppo.

3 commenti
  1. emi permalink
    22 gennaio 2010 10:35 am

    Sono d’accordo con questa analisi: probabilmente alcuni siti (come forse il nostro) dovrebbero funzionare con la stessa logica delle strade: autostrade comode, veloci e funzionali per spostarsi da una regione all’altra, con segnalazioni chiare e inequivocabili; e poi perché no, lasciamo pure intatti i piccoli borghi e le pittoresche stradine (anche un tantino impervie) a cui però gli abitanti del posto si affezionano perché ci sono nati e ne conoscono i meandri e le scorciatoie e i passanti o i turisti (che inevitabilmente si perderanno) potranno persino cogliere un certo fascino…

  2. MarkusKojak permalink
    22 gennaio 2010 2:17 pm

    Anche io sono d’accordo. La butto lì e magari è una baggianata. Forse sarebbe possibile sviluppare dei template diversificati, ben fatti, ad uso di dipartimenti, facoltà, etc. per un paio di CMS (drupal e joomla) e magari pubblicare dei tutorials per lìuso degli stessi.

    • 25 gennaio 2010 9:31 am

      Non è una baggianata. E’ lo schema scelto dall’Ufficio Stampa e comunicazione: template per le varie strutture e per i servizi generali. Manca un template per i servizi interattivi (ma abbiamo una ‘pista’ che intendiamo seguire nei prossimi mesi).

      Incidentalmente, è noto che websapienza ha fatto qualcosa del genere a proposito di sviluppo di template per vari CMS.

I commenti sono chiusi.

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