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Patrimonio 2.0: Sapienza Vp

27 gennaio 2010

E ora anche l’ufficio Valorizzazione del Patrimonio è 2.0.

Abbiamo aperto un blog, una finestra attraverso la quale comunicare con l’esterno e con tutte le anime della Sapienza per raggiungere gli obbiettivi di valorizzazione di un patrimonio che è di inestimabile valore e la cui gestione è di incredibile complessità.

Affronteremo i temi delicati dell’accesso al mercato degli enti pubblici, dell’etica e della trasparenza, dell’indipendenza della ricerca e della cultura dal mercato;  daremo visibilità ai progetti per la ricerca, di partnership e  sponsorizzazioni ma soprattutto vorremmo aprire una conversazione con tutti i portatori di interesse (i famigerati “stakeholder” ) di un’istituzione grande come questa Università, per facilitare la conoscenza e la collaborazione con tutte quelle realtà, Facoltà, dipartimenti, e tutte le persone che ci lavorano e  che hanno enoromi potenzialità di sviluppo, idee e competenze ma non sempre riescono a valorizzarle a dovere.  La collaborazione è la prima strategia di valorizzazione e quella che riduce al minimo il bisogno di interventi esterni e ricorsi al mercato. Quanto è in grado di produrre, da sola, la Sapienza, in termini di beni e servizi? Quanto può dare al mercato e quanto invece deve prendere?
Una sfida, quella della comunicazione che siamo sicuri darà i buoni frutti come sta succedendo per websapienza.
E’ ormai assodato e per fortuna la cultura in materia di marketing, comunicazione sta crescendo, che la rete, la convergenza digitale e internet nel suo complesso, stanno modificando, l’economia e la sua organizzazione.

A parte la moneta, il valore della condivisione delle informazioni  si misura con la maggiore efficacia e velocità nella realizzazione dei progetti, grazie al contributo di idee e competenze sparse e che non trovano sempre adeguato spazio e che sono il vero valore di una Università. La conversazione è aperta.
E’ opinione diffusa che le logiche di marketing ed in generale gli interessi economici cerchino, in certi casi riuscendoci, di corrompere la purezza e l’autonomia del sistema “cultura” ma se ciò si verifica non si ha più a che fare con il marketing bensì con una sua degenerazione, che ne mantiene il nome ma non le finalità.

Un approccio corretto e lungimirante porrà invece gli strumenti del marketing al servizio del patrimonio pubblico per garantirne la tutela, la divulgazione e, in senso generale, la massima valorizzazione.
La parola marketing quindi, la si usa, per comodità semantica ma la vorremmo declinare in una maniera diversa, secondo principi e modi che, anche grazie alla ‘rete’, sono cambiati e stanno cambiando.
Attendiamo, contributi e idee a tutto tondo.

One Comment
  1. fcarnera permalink
    27 gennaio 2010 10:15 pm

    Che dire? Complimenti e buon lavoro a tutto il settore!

    Un’iniziativa che – credo – non abbia precedenti. Adesso comincio a segnalare dappertutto l’iniziativa.

    A Fabio: quando aggiornate il blog del settore segnalalo pure su websapienza😉

I commenti sono chiusi.

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