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Condividere la conoscenza. Accesso aperto

18 marzo 2010
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Ieri si è tenuta una conferenza/lezione di Ezio Tarantino, il responsabile delle Biblioteche digitali della Sapienza. L’incontro era organizzato da Laboratori Precari.

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Un sistema regolato da monopoli che decidono prezzi e regole per la pubblicazione scientifica. Università, biblioteche e autori che subiscono contratti e condizioni costosi e senza i benefici di un mercato regolato dalla concorrenza.

Questo è lo scenario. Anche se qualcosa sta cambiando. Negli Stati Uniti, ad esempio, c’è l’obbligo per il ricercatore di rendere disponibili a tutti i risultati delle ricerche realizzate con fondi pubblici (una regola fondata sul buon senso che ad un cittadino non si può chiedere di pagare le tasse 2 volte!).
In Europa, una solenne dichiarazione (detta Dichiarazione di Berlino) impegna le università e gli enti di ricerca a diffondere (disseminare) la conoscenza, non solo attraverso le modalità tradizionali ma anche e sempre più attraverso il paradigma dell’accesso aperto via Internet. Una dichiarazione ripresa e sostenuta in Italia (Dichiarazione di Messina).

Questi intenti non devono essere interpretati come la dichiarazione di guerra al “nemico” editore. Il principale obiettivo è quello di condividere meglio e più velocemente la conoscenza.
Un obiettivo che potrebbe essere affrontato negoziando con l’editore le regole di pubblicazione: ad esempio concordare il diritto di pubblicare in un archivio pubblico l’articolo scientifico (nella forma di bozza o di pre print).

Ma pubblicare nella modalità Open svilisce il risultato della ricerca? Assolutamente no, anzi è dimostrato che un articolo pubblicato in formato Open Access ha più citazioni, oltre – naturalmente – una più facile diffusione e raggiungibilità dell’articolo stesso. Questo avvantaggia tutti: lo studioso aumenterà il proprio credito presso la comunità scientifica e la rivista alzerà l’Impact Factor (indice che misura il numero di citazione ad una rivista).

Semplici considerazioni, ostacolate da paure e resistenza (degli editori che temono di perdere abbonamenti) e degli studiosi che temono di non veder riconosciuto il numero e il valore delle proprie pubblicazioni.

***

Nonostante i molti vincoli e gli impedimenti, la condivisione della conoscenza rimane un valore fondamentale per le università. Ezio Tarantino ha annunciato che tra i progetti in cantiere, la Sapienza intende realizzare un archivio istituzionale dove pubblicare materiale scientifico e didattico (un sistema di archiviazione a “tre gambe”: Didattica (dispense, esercitazioni eccetera), Ricerca (bozze, pre-print, articoli) e Tesi di dottorato.

2 commenti
  1. 22 marzo 2010 10:12 am

    Ottimo resoconto. I miei complimenti (e ringraziamenti per l’attenzione!)
    e.

Trackbacks

  1. Condividere la conoscenza. L’editoria scientifica « Web Sapienza

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