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Condividere la conoscenza. L’editoria scientifica

18 marzo 2010
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Ieri si è tenuta una conferenza/lezione di Ezio Tarantino, il responsabile delle Biblioteche digitali della Sapienza. L’incontro era organizzato da Laboratori Precari.

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Negli ultimi anni l’editoria scientifica ha subito una concentrazione drastica. Tutto il sistema si regge su pochi grandi editori internazionali che di fatto detengono la proprietà dell’informazione scientifica mondiale. Questo scenario di monopolio permette a questi giganti di dettare sostanzialmente le condizioni economiche e le regole di pubblicazione.

Pubblicare è costoso (si calcola che un articolo scientifico costa 3000$). Questi costi ricadono interamente sull’autore. Un ricercatore pagherà 2 volte: la prima per pubblicare l’articolo e la seconda attraverso l’abbonamento alla rivista da parte dell’università.

Lo chiamano Big Deal il contratto offerto alle università. Consiste in un abbonamento cumulativo di tutte le riviste pubblicate dalla stessa casa editrice. Il pacchetto completo ad un prezzo conveniente. Dentro il pacchetto le riviste più prestigiose e utili insieme a quelle meno interessanti per la comunità scientifica.

Alla Sapienza, ad esempio, acquistiamo da Elsevier 1800 riviste pagando circa 1.600.000 euro. Di queste 1800 solo il 40% sono quelle ‘scaricate’ più frequentemente. Non sarebbe più conveniente abbonarsi solo a queste? No, perchè il prezzo offerto dalla casa editrice salirebbe a 2.400.000 euro.

Con queste regole è difficile pianificare diversamente il bilancio destinato agli abbonamenti. Tolti i soldi per i grandi contratti rimane ben poco per poter fare altro.

(continua)

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