Skip to content

Riforma Sapienza e web: alcune idee 2

7 aprile 2010
by
Prima parte | Seconda Parte | Terza parte | Quarta parte | Quinta parte |Sesta parte | Settima parte | Ottava parte | Nona parte | Decima parte

| Undicesima parte | Dodicesima parte

Dunque, i siti web appartengono alla sfera dei servizi o a quella della didattica e della ricerca?

La domanda non appaia peregrina. Se è un servizio la sua gestione deve essere delegata ad un centro che ne definisce regole, gestione, contenuti e grafica. Se è invece attività di didattica e di ricerca essa rientra nelle prerogative di autonomia e di libertà della comunità degli studiosi.

Dare una risposta alla domanda introduce la questione delle responsabilità, priorità e modalità da seguire per la ristrutturazione dei servizi web in seguito alla ‘riforma della Sapienza’.

Intanto potrebbe essere utile fare un po’ di storia sull’argomento.

L’ultima ristrutturazione del web della Sapienza risale a circa dieci anni fa.
I servizi informatici vennero divisi in due strutture: un centro interdipartimentale con funzioni di supporto e sviluppo della didattica e della ricerca (CITICORD) e una ripartizione amministrativa (SATIS) con funzioni di gestione dei servizi generali. Il web rispecchiò fedelmente questa divisione: il CITICORD si occupò (tra l’altro) dei servizi di hosting, di assistenza ai webmaster di dipartimento e di facoltà, sviluppo e gestione della piattaforma e-learning, eccetera mentre il SATIS ebbe il compito di gestire (tra l’altro) il portale web, il sistema informatico studenti, la posta elettronica…

Questa separazione consensuale dei servizi web aveva molti elementi positivi.  Il principale difetto era che, fuori dagli addetti ai lavori, questa soluzione non fu compresa fino in fondo.

L’università decise di suddividere il dominio in due parti: w3.uniroma1.it per la didattica e ricerca e http://www.uniroma1.it per i servizi generali. Ci fu una migrazione forzata di tutti i contenuti presenti su http://www.uniroma1.it verso il nuovo indirizzo w3.uniroma1.it (migrazione che sollevò qualche protesta). Inoltre i colleghi che si occupavano di “w3” decisero di creare una specie di semplice aggregatore dei siti ospitati chiamandolo “portale della didattica e della ricerca” creando un po’ di confusione. Ma a parte questi dettagli il sistema funzionò tutto sommato bene.

Dieci anni sul web equivalgono a ere geologiche.

Quando la Sapienza adottò un sistema di identità visiva (2007) e, successivamente, un modello di template per le strutture, la gestione web entrò a pieno titolo nelle attività di comunicazione (fino ad allora era più che altro questione da informatici). La trasformazione seguiva i progressi e l’evoluzione del web e fu perlopiù un processo ‘naturale’ e non imposto. L’Ufficio Stampa e Comunicazione si guadagnò sul campo la titolarità di fatto della gestione web. Una titolarità che creò le condizioni per una gestione centralizzata del web e una sostanziale condivisione di obiettivi e standard da parte di tutta la comunità universitaria.

(continua…)

Sull’argomento:

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: