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Riforma Sapienza e web: alcune idee 6

15 aprile 2010
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Dopo aver “deciso” che i servizi web debbano essere gestiti da un centro, vediamo cosa significa nel concreto.

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Basi dati

Ad un certo livello di granularità i contenuti sono indifferenti dai contenitori. Un elenco telefonico è fatto di entità formate da nome, cognome, telefono. Dal punto di vista dell’entità questa può stare su un CD, un sito web o pubblicato su un micidiale elenco telefonico di carta.
Cambia l’esperienza utente, la manipolazione o filtraggio dei dati (es: elenco telefonico di Roma, Milano eccetera) ma sempre dati rimangono. Naturalmente, più si aggiungono informazioni e più è possibile delegare alle macchine la comprensione (e la manipolazione) del dato stesso.

***

Se le strutture universitarie disponessero di alcuni dati “grezzi” (meglio: granulari) provenienti da base dati uniche, potrebbero utilizzare quei dati per i loro progetti. Inoltre l’unicità dei dati aggiungerebbe la  garanzia sulla loro esattezza e aggiornabilità (per tacere delle problematiche legate alla Valutazione).

Gli esempi più evidenti sono

  • elenco dei docenti (con le loro attività didattiche e di ricerca)
  • l’offerta formativa
  • date appelli d’esame

Un ente si incarica di rendere disponibili questi dati (e ne coordina l’aggiornamento e l’inserimento), rende disponibili le tecnologie e i protocolli per l’interoperabilità, assiste gli utenti per l’implementazione sui loro siti.

Dipartimenti, facoltà, centri di ricerca e molti altri potrebbero avvalersi di queste fonti e arricchire di contenuti specifici i loro ‘contenitori’.

Questa modalità dovrebbe chiarire il significato di gestire al centro il web.

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