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Riforma Sapienza e web: alcune idee 11

25 aprile 2010
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Ancora una volta ci avvaliamo delle Linee Guida del Ministero per la Pubblica amministrazione e l’innovazione. In calce riportiamo una tabella con i principi di usabilità (par. 4.4.2 pag.28 tabella 6). Prima alcune personali riflessioni.

Prima parte | Seconda parte | Terza parte | Quarta parte | Quinta parte |

Sesta parte | Settima parte | Ottava parte | Nona parte | Decima parte |

Undicesima parte | Dodicesima parte

L’usabilità è tra le cose più trascurate e sottovalutate nella progettazione dei nostri siti.

Ignoranza, scarsa sensibilità, mentalità errate, fretta di concludere i progetti…sono tante le ragioni che producono siti brutti e non usabili.

Ma questo è abbastanza evidente. Ci sono altre ragioni confessabili che bisogna stanare. La prima – la più pericolosa – è l’idea che rivolgendosi ad un pubblico giovane (studenti) e a persone di cultura alta (docenti) ci sollevi dall’impegno di realizzare servizi e pagine utilizzabili da tutti. L’idea è che se studi o hai una o più lauree non puoi avere difficoltà con il computer: un errore madornale. La cultura non c’entra nulla con il carico cognitivo dedicato all’uso delle applicazioni. Anche questa idea dei nativi digitali ‘naturalmente’ talentuosi e inclini all’uso della rete è più un mito che altro. Illuminante un post del prof. Epifani su questo tema: il mondo non è diviso in nativi digitali e nativi analogici.

La diffusione di Facebook, YouTube e l’onnipresente Google hanno il grande merito di aver avvicinato molti all’uso di internet e del web. Acquisiamo sempre più capacità di sopravvivenza nel vasto e caotico mondo virtuale. Questa capacità solleva i progettisti e i gestori dei siti dalla necessità di fare un progetto coerente e usabile: gli utenti, alla fine, riusciranno a trovare la strada da soli e sopportare stoicamente i disagi. Pessima idea.

Un ultimo alibi – il più pericoloso – è seppellire la qualità con la quantità:  se un’applicazione o un sito è usato da centinaia (o migliaia) di utenti siamo portati a trascurare e sottovalutare quei pochi (?) che lamentano disagi. In altre parole se ci sono persone che ci riescono perché dovrei sforzarmi di migliorare il sito?
La questione è particolarmente infida perché trascura il fatto che siamo in un sistema concorrenziale dove la qualità dei servizi fa parte delle opzioni di scelta di un utente. Inoltre il fatto che sono pochi quelli che si lamentano non significa che gli altri non accumulino stress e diffondano pubblicità negativa su di noi e sul servizio che eroghiamo.

***

Principi di usabilità per i siti web della PA
(da Linee guida per i siti web della PA, Par. 4.4.2. pag.29 Tabella 6)

Percezione
Le informazioni e i comandi necessari per l’esecuzione dell’attività devono essere sempre disponibili e percettibili.
Comprensibilità
Le informazioni e i comandi necessari per l’esecuzione delle attività devono essere facili da capire e da usare.
Operabilità
Le informazioni e i comandi devono consentire una scelta immediata delle azioni necessarie al raggiungimento dell’obiettivo voluto.
Coerenza
I simboli, i messaggi e le azioni devono avere lo stesso significato in tutto il sito.
Tutela della salute
Il sito deve possedere caratteristiche idonee a salvaguardare il benessere psicofisico dell’utente.
Sicurezza
Il sito deve possedere caratteristiche idonee a fornire transazioni e dati affidabili, gestiti con adeguati livelli di sicurezza
Trasparenza
Il sito deve comunicare all’utente lo stato, gli effetti delle azioni compiute e le informazioni necessarie per la corretta valutazione delle modifiche effettuate sul sito stesso.
Facilità di apprendimento
Il sito deve possedere caratteristiche di utilizzi di facile e rapido apprendimento.
Aiuto e documentazione
Le funzionalità di aiuto, quali le guide in linea, e la documentazione sul funzionamento del sito devono essere di facile reperimento e collegate alle azioni svolte dall’utente.
Tolleranza agli errori
Il sito deve essere configurato in modo da prevenire gli errori; ove quest, comunque, si manifestino, occorre segnalarli chiaramente e indicare le azioni necessarie per porvi rimedio.
Gradevolezza
Il sito deve possedere caratteristiche idonee a favorire e mantenere l’interesse dell’utente.
Flessibilità
Il sito deve tener conto delle preferenze individuali e dei contesti.
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