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Alcune idee… forti (conclusioni?)

29 aprile 2010
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Concludiamo il lungo percorso delle cose da fare con ultima questione di metodo (e di merito)

Sarebbero necessarie due/tre proposte forti, spiazzanti, discutibili. Per centrare l’attenzione sul web. Proposte in grado di agganciare il web alla riorganizzazione dei sistemi informativi e alla riforma della Sapienza.

Pubblicare le Tesi degli studenti

L’idea c’è venuta leggendo un articolo molto interessante del Prof. Di Nicola sui contenuti in rete.

Ogni anno, nelle Università italiane, si laureano circa 300 mila studenti. Ognuno di questi scrive una tesi, cioè un elaborato che somiglia a – spesso è – un libro, su un qualsiasi argomento dello scibile umano, dall’ingegneria alla filosofia. E’ un contenuto di qualità in quanto, seppur sia stato scritto da un giovane studioso, egli è stato assistito da un docente (il relatore) e il suo lavoro ha subito una lettura critica di un secondo docente (il correlatore).

Immaginate se un ateneo rendesse disponibile una piattaforma per la pubblicazione delle tesi. Si aprirebbe, con una proposta semplice e di facile applicazione, una vera e propria rivoluzione:

  • Maggiore attenzione sulla qualità e originalità delle tesi
  • Sensibilizzazione sui diritti d’autore e sugli usi commerciali
  • Attivazione di una piattaforma di repository per l’università

Pubblicizzare i verbali di tutti gli organi collegiali dell’università

Un provvedimento semplice, una riga su decreto: i verbali di tutti gli organi collegiali devono essere disponibili sul web. Non sono tanto le ‘implicazioni politiche’ sulla trasparenza, sulla democrazia eccetera che ci interessano, quanto la necessità di collegare le piattaforme di content management degli organi collegiali con il resto dei contenuti sul web.

Sportelli telematici

Esistono tecnologie ormai consolidate per la stampa anche su carta di certificati digitali ed è operativa la posta certificata . Il rapporto tra lo studente e l’istituzione è sempre più legata ai supporti internet (Infostud, posta elettronica eccetera). Ci sono strumenti, know-how e cultura per vere e proprie ‘segreterie virtuali’ (o se preferite sportelli telematici). Come per le banche (con gli sportelli on-line e con il ‘consulente’ personale) sarebbe possibile fornire un servizio personalizzato e flessibile.

***

Quanti dubbi e perplessità vi sono venuti in mente? Quali reazioni si sono affacciate alla vostra mente?:

Il  problema è un altro

Sarebbe bello ma è impossibile

Queste cose già esistono…anche alla Sapienza, hai inventato l’acqua calda

Aggiungete, aggiungete pure…

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