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Polemiche sul Fantauditel

7 luglio 2010
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Io gioco al fantauditel Non l’hanno presa bene gli studiosi di Scienze della Comunicazione che si occupano di Auditel quando hanno letto un post di un anonimo blogger che criticava il Fantauditel (il gioco didattico per “indovinare” i dati dell’audience).

L’argomento in sé non è nuovo: l’Auditel è un sistema convenzionale che non dice nulla sulla reale composizione dei telespettatori. Inoltre è responsabile della scarsa qualità dei palinsesti. La materia insegnata (la rilevazione dell’ascolto) e la modalità (una delle modalità) scelta per l’apprendimento (le scommesse) macchierebbe una delle roccaforti della cultura italiana (la Sapienza).

Immediata la risposta polemica di molti studenti che hanno scritto addirittura ai giornali difendendo la facoltà e l’esperimento didattico.

Premesso il nostro pre-giudizio favorevole nei confronti dei ricercatori (inteso come corpo docente) e degli studenti di Scienze della comunicazione, pensiamo che quanto scritto dal ‘detrattore’ non sia né originale né particolarmente illuminante.

  • Il problema del rilevamento degli ascolti nasce contemporanamente alla diffusione di massa del mezzo radiofonico. Negli USA, negli anni ’50, il rilevamento statistico veniva effettuato con audiometri installati su alcuni apparecchi radio selezionati. E’ persino banale affermare che una facoltà che si occupa di Comunicazione deve fare ricerca e didattica su questo argomento.
  • Il concetto di Audience e destinato a modificarsi radicalmente con l’affacciarsi di nuove modalità di fruizione della televisione e dei nuovi media interattivi. Se la facoltà non preparasse i futuri professionisti a conoscere i sistemi di rilevamento semplicemente non farebbe il suo dovere.
  • Riguardo la polemica sul gioco e su alcune perfomances veicolate su youtube) rimandiamo alla nostra intervista con Stefania Di Mario di Scienze della comunicazione. Mi pare spieghi molto bene la serietà dell’espediente trovato per insegnare la tematica

Detto questo, ci permettiamo anche noi una piccola polemica. Tra gli argomenti a difesa c’è la strenua affermazione della serietà degli studi di Comunicazione. Avere ancora un atteggiamento difensivo e dover dimostrare l’utilità di formare specialisti in comunicazione ci sembra veramente superfluo.

3 commenti
  1. 12 luglio 2010 11:40 pm

    Grazie per l’attestato di stima, ancor più pregevole considerando che avviene in questo spazio noto per mantenere uno sguardo critico e affatto stucchevole sulle vicende universitarie. Non c’è nulla da aggiungere alla perfetta analisi su FantAuditel e in generale sugli strumenti di didattica alternativi.
    Piuttosto vale la pena soffermarsi sulla “piccola polemica” circa l’atteggiamento di “difesa” assunto dagli studenti di Scienze della Comunicazione. Dalla mia angolazione è una risposta dovuta almeno da quella parte che non vive l’università come parcheggio o passaggio obbligato per acquisire quel titoletto che consente lo scatto di carriera nelle pubbliche amministrazioni.
    Quando tutti e da più parti ti sparano quotidianamente addosso devi attrezzarti e rispondere al fuoco nemico con le uniche pallottole che hai: le parole. Parole scritte, filmate, musicate, tutto per COMUNICARE. Smontare le dicerie, irridere i luoghi comuni, entrare nella polemica da protagonisti e rispondere colpo su colpo.
    Di superfluo di questi tempi c’è solo l’acquiescenza

  2. 15 luglio 2010 5:16 pm

    Vi ringraziamo per l’attenzione prestata alla piattaforma della nostra Facoltà e al caso che si è venuto a creare in queste settimane tra alcuni nostri colleghi e un blogger.

    Al fine di risolvere qualsiasi tipo di controversia e contemporaneamente permettere a tutte le parti in causa di esprimere le proprie opinioni sull’annoso tema degli ascolti televisivi, noi del Master in Programmazione e produzione televisiva stiamo organizzando un Convegno per domani, venerdì 16 Luglio, Aula “Wolf” della Facoltà di Scienze della Comunicazione, dal titolo “Chi ha paura di FantAuditel?”. Abbiamo invitato entrambe le parti in causa, e speriamo in un confronto tanto vivo quanto produttivo.

    Staremo a vedere.

    Antonio Micali
    Master in Programmazione e produzione televisiva.

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