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Un’opinione sulle doparie

27 settembre 2010
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La Flc Cgil e la Fabbrica di Nichi – Sapienza hanno promosso un’iniziativa pubblica per diffondere il concetto di doparie. Le doparie dovrebbero essere un meccanismo (non molto chiaro nella pratica) per diffondere delle consultazioni tra i cittadini sui principali temi della politica. Una proposta buffa e strampalata e perciò stessa innovativa e stimolante.

Il fondamento storico e politico della proposta poggia su due elementi: le primarie (il sistema per scegliere un leader di una coalizione elettorale) e la ‘società civile’ che non ha rappresentanza nella politica. La mia opinione è che queste due ‘gambe’ sono piuttosto fragili. Aver inserito elementi di leadearship forte senza un riconoscimento giuridico dei partiti e una modifica sostanziale della nostra democrazia parlamentare è una contraddizione che – al momento – riguarda il vincitore (Berlusconi) ma che potrebbe riguardare, domani, la sinistra. Riguardo la cosiddetta società civile, non c’é dubbio che in almeno 20 anni di ragionamenti e mobilitazioni essa non ha prodotto granché.

La proposta comunque mantiene un suo interesse. Ragionare sulle modalità della partecipazione politica è sicuramente utile. Ce ne occupiamo qui (e invitiamo altri a esprimere proprie opinioni) perché di una cosa siamo sicuri: lo sviluppo delle tecnologie aprono delle prospettive enormi per la partecipazione dei cittadini. In fondo anche questo blog (e altri di cui cerchiamo di tener conto) sono forme di dialogo e di relazione con le istituzioni.

7 commenti
  1. 28 settembre 2010 10:22 am

    Grazie, Francesco, per il post. Soltanto una precisazione: le doparie non sono elettroniche ma fisiche. Ti rispondo con un pezzo del libro “Doparie dopo le primarie” (http://www.nutrimenti.net/Documents.asp?DocumentID=1074):

    “Le doparie non sono consultazioni elettroniche tra partiti e loro militanti o simpatizzanti esperti di computer (di email, chat, siti web, blog, forum, YouTube e social networks online). Ciò non toglie che le enormi potenzialità che offre internet possono essere sfruttate per portare avanti candidature (come quella vincente di Obama) o progetti politici come le doparie. Le doparie si rifanno alle procedure sperimentate con successo in Italia nelle due elezioni primarie nazionali, e vogliono, come quelle, attivare un reale e benefico movimento fisico di milioni di cittadini democratici, determinati e attivi, che escono da casa, si recano ai seggi predisposti dai partiti, e, dopo aver anche fatto la fila e offerto un piccolo contributo in denaro, si riappropriano con entusiasmo del diritto-dovere di influenzare le scelte politiche del proprio partito (o coalizione politica). ”

    Per completare il discorso, si possono immaginare due tipi di doparie:
    Doparie interne, con gli iscritti: sarebbero più “dettagliate” e frequenti (anche elettroniche), per contribuire a costruire la linea del partito.

    Doparie, aperte a iscritti, simpatizzanti e a potenziali nuovi elettori. Si svolgerebbero – diciamo – una volta all’anno, su temi cruciali che spaccano il partito o coalizione politica.

    ciao e grazie

    • fcarnera permalink
      28 settembre 2010 3:08 pm

      In effetti anche su questo punto la proposta rischia di essere – a mio giudizio – debole. In altra parte del libro (non ho con me il riferimento preciso) si sostiene che la questione non può essere delegata solo a smanettoni di internet, blogger e esperti di computer. Un modo un po’ semplicistico di affrontare il problema… salvo entusiasmarsi per Obama (la solita presbiopia della sinistra!🙂 ).
      Un movimento di idee che non interviene sulle potenzialità della ciberdemocrazia e sull’inclusione delle tecnologie nella gestione della politica rischia di essere una proposta vecchia già prima di nascere.

  2. 11 ottobre 2010 4:46 pm

    il dibattito va sicuramente rilanciato. doparie o no la partecipazione politica (scevra da ideologia ma con una energica componente pragmatica) è sicuramente il nodo gordiano di quest’era. contro ogni precariato, contro ogni abuso, contro ogni corruzione.

    il problema è che non esiste dispositivo legale ne tecnologia ne regola che possa aumentare questo tasso di partecipazione ma solo una fertilizzazione culturale ed esemplare. più esempi di riescono a generare nella società di efficacia della partecipazione del cittadino alla gestione politica più questa crescerà come un virus.

    certo il clima culturale attuale va in senso opposto. lega e scissionismi vari, paure millenaristiche alimentate ad arte non giocano a favore.

    chiudo con una idea partita come un embolo ma non sufficientemente cogitata.

    anche il costante ricorso al concetto di complessità mi sembra una inutile infrastruttura. i realtà i problemi che abbiamo di fronte sono più semplici di come vengono presentati se si accetta il cambio di paradigma e no si intende crescita come solo crescita economica. la politica come atto volontario
    non dovrebbe aver limiti.

  3. 11 ottobre 2010 9:18 pm

    Caro scriptavolant,
    mi ha fatto piacere leggere il tuo commento. Ti informo che stanno per essere lanciate ben 4 doparie nel pd, grazie al fatto che esiste un articoolo dello statuto che le prevede, sotto il nome
    di referendum interni. Si tratta di una doparia sulla legge 40 (procreazione assistita) lanciata da Marco Gentili, Emanuele Rallo e Giuseppe Civati, e quelle su testamento biologico, nucleare e unioni civili promosse da Ignazio Marino e Sandro Gozi. Trovi tutto sul profilo facebook di Doparie Dopoleprimarie: http://www.facebook.com/doparie

    Mi accorgo ora del commento di fcarnera: cosa rispondere alla sua critica sulla necessità di quella che chiama cyberdemocrazia? Intanto, mi permetto di suggerigli la lettura di questo recente articolo sul New Yorker, che spiega la differenza tra attivismo virtuale e di persona
    http://www.newyorker.com/reporting/2010/10/04/101004fa_fact_gladwell.

    ciao
    ciao

  4. fcarnera permalink
    12 ottobre 2010 8:09 am

    Ok, conosco la sindrome; quando si è nel pieno di una battaglia politica si innesca il pilota automatico: nemici di là, amici di qua. Si semplificano le opinioni e le posizioni e si danno risposte standard e collettive (anche se mi fa una certa impressione dialogare con l’entità “Doparie”).

    Nessun problema. Solo che non mi aspettavo che alla mia italianissima e localissima critica si rispondesse con un link alla rivista più fighetta d’america!

  5. 12 ottobre 2010 6:17 pm

    Caro francesco, più che definire il tipo di rivista in cui è presente l’articolo da me suggerito, sarebbe più utile discutere del suo contenuto, no? La proposta nasce dal fatto che c’è un progetto di ricerca sulle doparie che sta nascendo qui alla Yale University (New haven, Connecticut, USA) e un professore di psicologia ha suggerito questa lettura, perché indirettamente legato al progetto delle doparie.

    Riguardo poi a risposte semplificate e divisione manichee tra amici e nemici, non sono sicuro di capire bene a che ti riferisci. Posso dire solo che le doparie innescano discussioni tra persone, ed evitano le soluzioni semplifica ed emotive che nascono dai sondaggi, che sempre più spesso vengono utilizzati dai leader italiani per modificare la propria linea politica. ciao

  6. 12 ottobre 2010 7:44 pm

    Mail inviata a cgil.flc@uniroma1.it

    Gentili colleghi della cgil sapienza

    sul blog websapienza si è aperto un bel dibattito intorno alla proposta delle ‘doparie’ su cui – meritevolmente – avete proposto un’iniziativa qualche giorno fa.

    Potrebbe essere interessante aprire il sito della cgil ad altri contributi e – magari – prevedere un’altra occasione di incontro.

    Che ne pensate?

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