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Viva la radio

27 novembre 2010
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Approvato il nuovo regolamento dell’Agcom per le webTv e le web Radio. In attesa di conoscere i dettagli e le opinioni sull’argomento [via puntoinformatico.it]…

Ci sono dei canali su internet che capisco meno degli altri. Uno di questi è la web radio. Sconto l’anagrafica che mi ha visto testimone della nascita delle radio libere in piena pre-adolescenza.
Per me (non so se questa cosa può essere condivisa dai miei coetanei) la rivoluzione inizia da lì. I blog, i wiki, i social network, il peer to peer sono l’evoluzione delle radio pirata. Insomma, quando clicco su una radio web penso, inconsciamente, ad una specie di omaggio vintage ai primordi della democrazia elettronica, un po’ come le ristampe dei libri antichi. Naturalmente sono in errore. La radio sul web è un altro esempio classico di un nuovo mezzo che si appropria del vecchio per diventare qualcos’altro.

***

Alla Sapienza, come in molte altre università, trasmette una webradio, RadioSapienza.

La radio nasce nel luglio 2007 ed è un progetto della facoltà di Scienze della comunicazione. Come si legge nella presentazione, punta non solo sulla sperimentazione di nuovi linguaggi, ma si propone come una realtà attenta soprattutto ai contenuti.
Il Piano di comunicazione 2010 – recentemente approvato dalla Sapienza – individua la necessità che il canale radio e la webTv siano pienamente integrate nei canali di comunicazione istituzionali […] quali mezzi per veicolare fra gli altri messaggi istituzionali [p. 27].
L’idea è interessante: la radio dell’università diventerebbe un canale ufficiale della Sapienza, un altro esempio di azzeramento della mediazione tra l’istituzione, cittadini e utenti.
Ribadendo la mia ignoranza sul mezzo radiofonico via web, mi permetto di avere qualche perplessità. Anzitutto uno strumento didattico e di ricerca non può (non deve) diventare un servizio.
Un laboratorio di ricerca (e didattica) deve poter fare analisi, esperimenti e esperienze didattiche mentre la comunicazione istituzionale ha altri compiti e altri doveri.
Intendiamoci, RadioSapienza può fare molto sul terreno della comunicazione: può essere uno strumento di socializzazione per la comunità universitaria;  ad esempio fondendo diversi canali (il connubio tra facebook e streaming è – secondo me – molto potente).  Potrebbe migliorare l’archiviazione dei contenuti (podcasting), archiviare l’enorme documentazione audio che l’università produce quotidianamente (convegni, seminari eccetera) e chissà quante altre cose ancora.

Tutte cose utili e fondamentali ma senza perdere la sua missione di ricerca e didattica.

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