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Sei umano?

31 gennaio 2011
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Dall’home page della Sapienza si raggiunge un questionario rivolto alle famiglie. Un questionario piuttosto originale che indaga una fascia di persone che non viene coinvolta spesso nel giudizio sulla qualità dei servizi, famigliari che spesso portano intero il disagio (oltre che le spese) della vita universitaria dei loro congiunti/studenti.

Ci soffermeremo su un fatto tecnico: la scelta di dotare l’anteprima del questionario di un CAPTCHA. Captcha è l’acronimo di Completely Automated Public Turing test to Tell Computers and Humans Apart ed è sostanzialmente un test da sottoporre all’utente per verificare se esso è un umano oppure un robot. Per sua natura il Test è fatto in modo che solo un essere umano potrebbe rispondere. Ci sono molte tecniche per ‘saggiare’ l’umanità del proprio interlocutore. La tecnica più usata (e che si usa anche nel questionario della Sapienza) è l’utilizzo di lettere distorte fidando sul fatto che non esistano algoritmi così complessi in grado di decifrare l’immagine.

La tecnica, per quanto efficace, ha molti difetti. Discrimina gli utenti con una vista non buona, è facilissimo sbagliare l’inserimento delle lettere (generando notevole irritazione), non garantisce per niente l’uso distorto o malizioso dell’applicazione. Ci sono molte soluzioni alternative o integrative: ad esempio accompagnare l’immagine ad un file audio (attivabile su richiesta) che riproduce le lettere da inserire inframezzate da rumori di fondo. Dal punto di vista dell’accessibilità e delle sue regole si tratta di presentare il test in modo alternativo coinvolgendo anche altri sensi (in questo caso l’udito).

Ci sono altri stratagemmi – più eleganti – che consistono nel sottoporre all’utente semplici domande (esempio: quanto fa la somma di 5 e 6). Anche queste tecniche hanno i loro problemi e non è insolito trovare testimonianze di utenti messi in difficoltà dalla semplice operazione aritmetica (“devo scrivere 5+6?”, “devo riscrivere la frase?”, “vogliono una risposta arguta?”).

Finora una tecnica secondo me più efficace è quella utilizzata nei commenti della rivista di Scienze della comunicazione Comuniclab. Al visitatore si presenta una frase di questo tipo:
Qual è la parola numero 3 nella frase “eyojesa moluh geg utoyek kifimof”?: . L’utente, anche se avrà un attimo di smarrimento inserirà la parola geg. Probabilmente anche questo sistema è aggirabile con qualche programma automatico (ma quale sistema è assolutamente invulnerabile?) ma ci pare un buon compromesso per verificare l’umanità del nostro interlocutore (e del progettista).

Sull’argomento:

7 commenti
  1. emi permalink
    31 gennaio 2011 8:59 pm

    già, mi piacerebbe vedere i nonni alle prese con il captcha, visto che il questionario è rivolto pure a loro…😉

  2. Anto permalink*
    1 febbraio 2011 11:36 am

    Volevo provare a compilarlo, ma ho lasciato perdere proprio appena vista la prima pagina.

  3. carnera permalink
    1 febbraio 2011 12:53 pm

    Ho un dubbio atroce: e se l’ingombrante captcha fosse stato messo a bella posta per selezionare l’intenzione dei compilatori?

    Nonni convinti e motivati e non persone di passaggio…

  4. Roberto permalink
    1 febbraio 2011 3:21 pm

    Devo dire che il captcha sulla prima pagina scuote un po’ l’animo!
    In ogni caso credo che per i nonni navigatori sia ormai uno standard.

  5. emi permalink
    1 febbraio 2011 7:13 pm

    Non avevo ancora aperto il questionario (e avrei fatto meglio a non farlo). Ormai credo che me ne dovrò fare assolutamente una ragione: la cura della scrittura non va più di moda, non è necessaria, non è una priorità. Nemmeno all’università, nemmeno tra i ricercatori. Basta intendersi, capire il senso generale.
    Massì, forse è così. Sappiatelo, Gent.me Famiglie.

  6. carnera permalink
    1 febbraio 2011 7:33 pm

    Temevo/speravo che il mio articolo tecnico suscitasse reazioni diverse dall’analisi di un artificio poco accessibile.
    Massimo rispetto per il lavoro di tutti ma una riflessione va fatta: non è più il tempo di realizzare cose ‘a tirar via’.
    Siamo nell’epoca del dilettante.com e quindi – a maggior ragione – occorre che l’istituzione realizzi con grande professionalità i propri lavori sul web, sopratutto se rivolti al rapporto con l’utenza.

  7. vito antonio permalink
    2 febbraio 2011 11:40 am

    mi piacerebbe conoscere la logica per la quale il CAPTCHA è stato collocato all’inizio del questionario: scoraggiare, irritare… oppure?
    vit

I commenti sono chiusi.

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