Skip to content

Le funzioni di ricerca renderanno inutili i siti?

8 febbraio 2011
by

Ieri, il Dipartimento di Comunicazione e Studi Sociali della Sapienza e il  CATTID hanno organizzato un incontro nell’ambito del Social Media Week.

Relatori “accademici” Carlo Medaglia – Cattid e Stefano Epifani di Scienze della comunicazione  insieme  al giornalista Alessio Jacona e all’esperto Antonio Pavolini hanno tenuto una lezione universitaria che si è presto trasformata in un dibattito interessante tra tutti i partecipanti.

Oltre alla descrizione delle caratteristiche ‘classiche’ del web 2.0 e di come esse trasformano le relazioni sociali al loro interno, si è posto l’accento sulla necessità – anzi l’obbligo –  dell’impresa di cambiare il modo di relazionarsi con il cliente se vuole sopravvivere e crescere  (approccio definito, scherzosamente, darwinista).

L’idea di un utente sempre meno interessato a navigare tra barre e menu e abituato ormai a interrogare il motore di ricerca in modo naturale ridisegna il ruolo e i compiti dell’architettura dell’informazione.

E’ il momento di mettere in soffitta il nostro impegno per realizzare siti usabili, accessibili e facilmente navigabili?

Forse dovremmo essere più attrezzati per affrontare la questione. Qualche suggerimento ci è arrivato dalla lezione di ieri. Non attribuisco le opinioni espresse per timore di aver frainteso i concetti.

Il problema della classificazione e della trovabilità rimane immutato, anzi si complica. Consideriamo l’avvento – a breve – dell’Internet degli oggetti. La sfida dei prossimi anni è proprio quella di trasferire la complessità delle cose (oggetti, contenuti, relazioni) alla naturalità dell’interrogazione umana. Questo trasferimento è  sempre il risultato di uno sforzo di progettazione. Un uso semplice e naturale ad alto livello corrisponde sempre una complessità maggiore a basso livello.

Per quanto riguarda i compiti attuali e pratici del progettista web è indubbio che ideare siti chiusi dalla barra in alto e menù a sinistra non è più sufficiente (forse inutile?). Occorre considerare il sito web come un nodo di una rete complessa di relazioni e i contenuti non più foglie di un albero ma oggetti disposti in molteplici collocazioni.

***

Sull’argomento Fabio Masetti Famolo semplice 10 del 28/08/2009 e Francesco Carnera Un sistema di ricerca per la Sapienza 16/09/2009

Nella nostra Università le procedure di individuazione dei rappresentanti degli studenti non può, in nessun caso, prescindere dal forte movimento studentesco che ha caratterizzato l’autunno.

E’ quindi, a nostro avviso, l’Assemblea studentesca di Ateneo, il luogo naturale, deputato, alla scelta di tale procedura.

I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: