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Ti piace la home page dal punto di vista dell’impatto grafico e dei colori?

25 aprile 2011
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La Sapienza ha pubblicato un questionario rivolto agli utenti sul nuovo sito.

Home page del sito Sapienza

Ci sono le mode, come nel mondo off-line.

Ad esempio la tendenza attuale è quella di definire layout minimalisti, uno, al massimo 2 colori, privilegiando quelli saturi e freddi e prevalenza semantica del logo.

La nuova home page della Sapienza fa un salto indietro nel tempo (oppure – semplicemente – anticipa un cambio di tendenza) e ripropone uno sfondo ‘forte’,  colori diversi (ben 6) per ogni barretta e logo sfuggente (quasi nascosto nello sfondo). Sembra un sito di una università americana degli anni ’90 (e sappiamo di fare un complimento a chi l’ha scelta e disegnata).

Curiosamente questa grafica si riallinea a quella di Infostud, altro esempio estremo di grafica fine anni ’90.

Per fortuna si è abbandonata l’idea di home page/notiziario, una scelta che non abbiamo mai condiviso e si è ridimensionato l’odioso (almeno per noi) macro-bottone della rassegna stampa (troppo spesso una bacheca mediale di attacchi ingenerosi alla nostra università).

La fisarmonica

La tentazione di rendere ‘movimentata’ una pagina è sempre molto forte (vi ricordate le gif rotanti e le mortifere copertine in flash?). Va riconosciuto che i progettisti hanno tenuto sotto controllo quest’ansia da “movimento” . L’effetto fisarmonica sembrerebbe una concessione alla ‘dinamicità’: quella specie di inevitabile fascinazione della tecnologia esibita che colpisce chiunque venga coinvolto nella progettazione di un sito.

Intendiamoci, l’effetto fisarmonica è un ottimo sistema per rendere usabili grandi quantità di funzioni (i cassetti di pulsanti delle radio sveglie o dei telecomandi ad esempio) e la tecnica usata (avvicinare il mouse ad un link)  è abbastanza discreta.

Ma ci chiediamo, era proprio necessaria?
Sfiorare un link per aprire un’immagine non significativa aggiunge molto alla fruibilità dell’home page? Perché vincolare un layout fisso (con inevitabile effetto “uovo nella minestra” ad alte risoluzioni) e poi azzeppare ben 6 immagini con brevi didascalie? Cosa si scriverà nello spazio attualmente occupato da Lorem Ipsum?
Il fascino dell’esplorazione e della scoperta…si dirà. Forse, anche se attivare un evento non previsto dall’utente (scorrere il mouse sulla pagina) insieme ad un evento ‘atteso’ (il click che apre la pagina del canale) non è mai una buona cosa. E poi? Una volta scoperta la magia di 6 immagini aperte con sfioro di mouse? Cosa rimane?

Per fortuna – come spesso avviene  per i siti ben organizzati – queste concessioni alla magia dello script sono assolutamente compatibili e non disturbano molto la navigazione. Inoltre  è possibile con poco sforzo e grande impatto cambiare il layout della pagina una volta venuta a noia senza inficiare la struttura complessiva del portale. Voto: 2/6

#questionario

6 commenti
  1. emi permalink
    25 aprile 2011 8:37 pm

    carnera è invidioso😉

  2. 28 aprile 2011 9:31 am

    A me le sliding doors verticali fanno venire il mal di stomaco. E lo sfondo rosso non mi piace, è di difficile lettura. L’architettura è ben pensata, anche se per giudicare voglio vedere come funzioneranno i contenuti che ci metteranno dentro. Per il momento sospendo il giudizio. Ricorda un po’ l’home page del MIT primi anni ’00. E non è un complimento. Da un “portale” mi aspettavo di più. Non c’è interazione, non ci sono feed RSS, non c’è possibilità di personalizzazione, e infatti non ci sono login a prima vista per entrare nel proprio spazio (posta o quello che sia). Per ora mi sembra un mega cartellone informativo molto completo e ben organizzato. Un bel sito anni 90, appunto.
    Ezio

  3. alessandra intraversato permalink
    29 aprile 2011 8:42 pm

    Spoiler dai questionari: non potete capire quante persone pensano che lorem ipsum sia una colta citazione latina e si sono irritati per questo (il che dovrebbe di per sè far riflettere sul peso da attribuire ai questionari). Personalmente da cecata condivido l’impressione di cupezza, molto rosso, molti altri colori, per chi vede male è impegnativo. Non che sia brutto, ma impegnativo, d’impatto, ecco.

    • 4 maggio 2011 9:49 am

      Secondo me hanno ragione gli utenti. Non sta scritto da nessuna parte che bisogna sapere cos’è Lorem ipsum. Diamo per scontate troppe cose, e l’utente è al primo posto solo negli slogan.
      Ezio

      • carnera permalink
        4 maggio 2011 2:45 pm

        Diciamo che ci sono delle esigenze tecniche che costringono i tipografi e i grafici all’uso di questi testi riempitivi. E questo non è necessariamente sintomo di scarsa attenzione per gli utenti…tu glielo spieghi e lui capisce. Punto.
        Più interessante è verificare se dal punto di vista del webdesign questa tecnica possa essere efficace. Ad esempio mi pare che Jacob Nielsen sostenga che la tecnica puo’ nascondere problemi di leggibilità (devo cercare l’alert o il testo dove ne parla). Ho potuto verificare il problema con il template sapienza. Il template era realizzato con dei Lorem Ipsum e il testo veniva carino carino (bel grigio, testo giustificato elegante eccetera). Poi ci andavi a mettere qualche mostruosità burocratica/accademica e veniva fuori la scarsa leggibilità del testo. Allora hai due scelte:lasciare il testo illegibile oppure modificarlo (testo nero, a bandiera, titoli, distanze eccetera), più leggibile ma decisamente più brutto.

  4. 29 aprile 2011 9:01 pm

    Grazie dello spoiler! Assolviamo al nostro compito di servizio rinviando alla voce di wikipedia e la dedichiamo a tutti gli insigni latinisti della Sapienza: http://it.wikipedia.org/wiki/Lorem_ipsum

I commenti sono chiusi.

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