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Editoriale 1/10

E se Websapienza diventasse un Osservatorio del webdesign, della comunicazione e della tecnologia?

L’idea ci è venuta in mente quando siamo venuti a conoscenza di un’iniziativa di alcune docenti delle tre università romane che hanno dato vita all’Osservatorio interuniversitario sugli studi di genere, parità e pari opportunità (leggete l’articolo che gli abbiamo dedicato).

Perché tra le motivazioni e l’impegno di questa parte del mondo accademico e culturale e la nostra modesta esperienza c’è più di un’affinità.

Il webdesign, la programmazione, la tecnologia  è la parte femminile del processo di comunicazione. Pensate alle analogie, leggete i contributi delle studiose dell’Osservatorio e applicatele al vostro lavoro. Sono sicuro che sarete d’accordo.

Io ve ne offro un esempio. È una citazione ripresa dal discorso di presentazione del Protocollo di Intesa della presidentessa dell’Osservatorio, prof.ssa Francesca Brezzi.

La figura di Penelope è stata affrontata proprio dal pensiero femminista talvolta per esaltarla come portatrice di valori nuovi, (pazienza, apparente passività, sottrazione alla libertà,) etc., talaltra invece come esempio di una sapienza incarnata -afferma Margarethe Durst, di un fare e disfare, costruire e abbattere. Vorrei evidenziare proprio quest’ultime caratteristiche perché ritengo che il compito dell’Osservatorio sia quello di guardare dietro la tela; se questa rappresenta in certo senso la tradizione culturale in cui l’apporto femminile è assente, nascosto, misconosciuto o non riconosciuto nella sua autorevolezza, guardare il rovescio della tela sta a significare cogliere tanti fili ingarbugliati, direi molti nodi, ma scorgere altresì l’intreccio di fili diversi, segni e cifre di lavori in corso, guardare il rovescio consente di apprezzare un cantiere aperto.

Chi si occupa di progetti web non è un po’ Penelope? Penelope disfa continuamente il proprio lavoro – non alla ricerca di perfezione – quanto piuttosto come ‘resistenza’ passiva contro la privazione del suo ruolo (di consorte…ma anche di ‘padrona’ delle sue prerogative di regina). La tecnica della tessitura diventa il potere in grado di rendere centrale la sua figura.  Ma il suo ‘inganno’  non ha sviluppi, blocca l’ambiente circostante  nel disordine, nel ‘saccheggio’  e nell’attesa passiva .

Anche noi dobbiamo guardare dietro la tela.

Anche noi dobbiamo andare oltre Penelope: e  oltre (e insieme) a Penelope c’è Ulisse.

Documenti:
L’intervento della prof.ssa Bezzi alla giornata di presentazione dell’Osservatorio in Campidoglio [5 novembre 2009]. Tra Penelope e Ulisse ovvero andare oltre Penelope [PDF] nuova finestra

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