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Editoriale 6/10

Questo blog ha preso seriamente l’affermazione che le ‘crisi’ possono essere trasformate in opportunità.  Ci vuole una dose massiccia di candido ottimismo per pensarlo. Ma andiamo avanti, perché scendere nei recessi della depressione c’è sempre tempo.

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Parliamo della competizione/collaborazione con gli altri atenei del territorio. Anche se i numeri della Sapienza oscurano un po’ il confronto, è indubbio che l’esistenza di altre 3 università statali e numerose università private offrono un variegata scelta allo studente che scelga la Capitale per studiare. Cercare di attrarre gli studenti con una migliore offerta didattica e un maggiore prestigio del suo corpo accademico è una giusta priorità.  L’idea che le risorse siano affidate agli atenei più virtuosi a scapito degli altri è un fatto che nessuno contesta (semmai è la quantità di risorse e le modalità che sono messe in discussione).  Altro fatto incontrovertibile è il risparmio e la razionalizzazione dei costi e l’eliminazione degli sprechi.

Collaborazione competitiva

Sulla razionalizzazione delle spese, gli atenei possono sperimentare la collaborazione competitiva, un ossimoro che può essere spiegato come l’attidudine a superare gli altri per avanzare insieme. Per questo è necessario individuare quelle economie di scala e quelle infrastrutture che, senza appiattire l’offerta dei servizi, possano consentire dei risparmi per le università coinvolte lasciando ai singoli atenei lo sviluppo dell’innovazione e della ricerca scientifica.

Prendiamo l’esempio del Wi-Fi. E’  una tecnologia matura e consolidata, ampiamente diffusa sul territorio provinciale (grazie al meritorio impegno della provincia di Roma) e utilissima per consentire agli studenti (anche fuori sede) di utilizzare i servizi internet.  Il CASPUR (consorzio di 9 università del centro sud) ha realizzato l’infrastruttura tecnologica e ha predisposto l'”annuncio” di Atenei di Roma, una rete unica delle 4 università (Sapienza, Roma 3, Tor Vergata, IUSM).  In pratica,  lo studente accede con le credenziali utilizzate per il suo ateneo (ad esempio matricola e password di Infostud – vedi istruzioni  per la Sapienza) da ogni hot-spot presente sul territorio.

Nel nostro piccolissimo stiamo cercando di diffondere la ‘notizia’ dell’esistenza di questo servizio. Chiediamo anche   un servizio di assistenza per tutti coloro che avessero difficoltà di accesso.  Lo facciamo anche perché vogliamo dimostrare che la tecnologia (per quanto performante e efficiente) ha bisogno di un contesto fatto da persone che curano la comunicazione con l’utente e lo accompagnano nelle varie fasi di utilizzo dei servizi.

Abbiamo aperto un gruppo su Facebook e vi informeremo sugli sviluppi del servizio. Ci facciamo anche delle domande (ad esempio: perché al Policlinico non c’è il segnale di Atenei di Roma?)  e contiamo di avere delle risposte.

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In questo mese ci siamo anche occupati di altro: abbiamo intervistato un nostro collega (Ezio Tarantino, responsabile delle risorse elettroniche) che ha scritto un romanzo ambientato nel mondo dell’editoria scientifica. Un’occasione per parlare di Open Access e di copyright.Abbiamo segnalato un interessante questionario sulla Salute. Fabio Masetti ci ha segnalato due video interessanti, uno sull’innovazione e uno sulla presentazione dell’annuale appuntamento del Barcamp al ForumPa

Vi invitiamo a scorrere gli articoli usciti  questo mese. Siamo sicuri che troverete altri spunti interessanti.

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