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Conoscere l’Auditel. Con il web

Io gioco al fantauditelRegistrandosi al fantauditel.com si può scommettere cercando di indovinare i risultati dell’Auditel su programmi proposti dalla redazione. Stefania Di Mario, responsabile dei contenuti del sito di Scienze della comunicazione e nella squadra del fantauditel ci racconta questa esperienza.

WEBSAPIENZA: Cos’ è il fantauditel:  un gioco, un esperimento didattico o un network di appassionati (e studiosi) dei media?

STEFANIA DI MARIO: l’ambizione è essere tutto questo. Il gioco è l’espediente attraverso cui si cerca di avvicinare gli studenti ai meccanismi di “conta” dei telespettatori e dell’uso che si fa dei risultati Auditel, le scommesse ma anche seminari, incontri in aula e  esercitazioni sui dati.

Prevedere gli ascolti è un mestiere.  Ci sono seri professionisti in Rai come in Mediaset il cui compito è organizzare i palinsesti sulla base proprio della previsione di ascolto su questo o su quel programma. L’unica certezza è che il totale di colonna deve fare 100. Il resto è fatto da impressionanti matrici di dati che possono pure sotterrarti se non si ha una robusta conoscenza del pubblico.

WS: si scrive e si parla molto di televisione, sui giornali, sui libri. Serve aggiungere un altro spazio?

SdM: Per scrivere di televisione occorre insieme guardare la TV e studiarla con i giusti strumenti critici e culturali

WS: sembra ovvio…

SdM: Non è poi così ovvio. In questo Paese, a parte qualche illustre eccezione (Aldo Grasso e Paolo Martini), molti opinion maker che tanto spazio hanno nella carta stampata e nell’editoria, non frequentano l’ambito di studi.

WS: Leggendo i contenuti del Fantauditel si capisce che dietro c’è soprattutto una grande passione per i media e per la TV

SdM: Sicuramente. È una macchina complessa che si regge sulla follia di un manipolo di appassionati con il pallino dell’Auditel. Sai come è nato il progetto? Tutte le sere al Laboratorio di Comunicazione di Scienze della Comunicazione ci si sfidava, foglione e pennarello alla mano, ad indovinare l’ascolto di uno dei programmi in onda la sera stessa. Una gara incarognita da discussioni del giorno dopo. Poi qualcuno (Emmanuel Mazzucchi) ha detto “famolo on line“. E così è stato, con il coinvolgimento di Medita, società che vanta una notevole esperienza anche in averdgames, che ha realizzato l’interfaccia e il meccanismo delle scommesse.

WS: Il sito ha un’ampia sezione blog dove gli autori possono scrivere e dibattere vari temi legati alla televisione e ai programmi televisivi. Chi ci scrive? Cosa si legge?

SdM: Al momento le sezioni sono quattro:

  • In Ebaut ficscion Dionea viviseziona quelli che una volta si chiamavano sceneggiati e telefilm
  • Intrattenimenti Giovanni Prattichizzo smonta varietà, reality e tutto il rutilante mondo degli show.
  • sPioTv è interamente affidato a Pio di Giosa, studente del seminario 2008 nonché vincitore del primo campionato

Poi c’è la parte più centrata sugli ascolti con Auditelo da me curato a cui fa da contraltare Tre meter sopra il cielo di Gatto Felix.

Ci sono poi le cronache quotidiane su vincitori e vinti curate da Vincenzo Iannetti, seguitissime dagli scommettitori

Ognuno scrive con il suo stile e senza preclusioni. Aperto a tutti i contributi, meglio se vengono dagli studenti.

WS: Che rapporto c’è tra questo esperimento e la facoltà di Scienze della comunicazione?

SdM: Un progetto del genere si poteva realizzare solo all’interno di questa facoltà, che da sempre si è impegnata nella sperimentazione di strumenti di didattica innovativa diretti a stimolare la partecipazione degli studenti. C’è una buona dose di coraggio soprattutto per chi come noi “gode” di un’attenzione speciale dei media, che non perdono occasione per dequalificare un percorso universitario percepito come minaccioso e dunque da screditare. Il rischio dal loro punto di vista è certificare professioni laddove si ha tutto l’interesse a mantenere l’aurea romantica attorno al giornalista , all’autore di programmi tv, al pubblicitario etc. “che si fanno sul campo”.

WS: Siamo un popolo di santi, navigatori, poeti…e caste! Quindi anche lo studio dei “dati di ascolto” si scontra con alcune…resistenze…

SdM: andare in controtendenza rispetto alla generica questione sulla “affidabilità” dell’Auditel e rischiare di scontrarsi con la suscettibilità di quanti non risultano premiati dai dati di ascolto

Per questo è fondamentale il rigore scientifico – dietro il “gioco” e la libera opinione . Non a caso il responsabile scientifico è il prof. Morcellini [preside di Scienze della comunicazione ndr]…

WS: il professore vanta una tradizione di studi sul campo diventata scuola.

Tra i vostri “affezionati” supporter ci sono anche “nomi”: Giancarlo Leone (vicedirettore generale della Rai), Gianni Boncompagni, Alessia Marcuzzi, Michele Cucuzza, Roberto Vecchioni…

SdM:…vip ma anche giornalisti, professionisti del settore, docenti. In molti hanno deciso, spiritosamente, di mettersi in gioco, accettando la nostra sfida settimanale. Tutto questo grazie al lavoro di Virginia Patriarca e Angelo Passero (i nostri addetti al reclutamento degli ospiti di onore)

WS: raccontaci di qualcuno che si è rifiutato…

SdM: C’è stato chi ha detto no ed erano quelli, guarda caso, a cui l’Auditel non sorride da tempo. Ne ricordo in particolare uno che sembrava all’inizio sovraeccitato per essere stato contatto dalla facoltà di Scienze della Comunicazione, ma quando ha capito che si trattava di Auditel è improvvisamente scivolato verso il romanesco più verace proferendo un memorabile

Aho e mica so un pupazzetto! L’auditel nun esiste, è na c… Io so’ impegnato su cose serie: faccio labboratorio teatrale. Si fate lezzzioni o su come se recita io posso veni, ma sull’Auditel no, nun esiste proprio.

WS: capisco la reazione, il Teatro è una cosa, la Tv un’altra…

SdM: Sí, soltanto che in questo caso l’artista era reduce da un flop di un ennesimo programma di satira sui programmi televisivi.

WS: Per concludere: fantauditel può insegnare qualcosa sul rapporto tra internet e TV?

SdM: è una delle prove che la tv è dura morire: che piaccia o meno la televisione in tutte le sue declinazioni resta al centro dei consumi culturali. La crossmedialità non indebolisce il vecchio medium casalingo, ma anzi ne potenzia le modalità di relazione: spazi per la riproposizione e remixaggio dei contenuti, creazione di community sono il segno di un potere che funziona prima di tutto come collante della società.

WS: Promettici che continuerai a trattare di questi temi anche da queste parti…tra l’altro websapienza e’ diventato sponsor del Fantauditel…

SdM: Ne siamo onorati, ci piace condividere con “quelli del mestiere” iniziative che investono oltre la didattica anche il web

WS: Bene! Ci vediamo on-line….auguri

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