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Sistema C.I.A.O.

ciao_biggerAbbiamo chiesto a Emi Cipriano, coordinatrice del Centro Informazioni Assistenza e Orientamento (CIAO) un’opinione sul web della Sapienza. Della lunga chiacchierata riportiamo alcuni “frammenti” che proponiamo ai nostri lettori.

Websapienza: Nel tuo lavoro quotidiano ti trovi a confrontarti continuamente con il web, sia dalla parte di editor sia dalla parte di utente, inoltre hai la consapevolezza diretta di come gli studenti utilizzano internet – e in particolare i servizi della Sapienza. Che idea ti sei fatta?

Emi Cipriano: La mia idea è che abbiamo qualche problema. Sono troppi gli studenti che scrivono dicendoci che non trovano le informazioni, che hanno addirittura difficoltà a capire in quale aula devono andare a sostenere una prova, che non capiscono come si legge una graduatoria.

Quando i numeri sono così elevati, è plausibile che ci sia una generale pigrizia e disattenzione in chi legge, ma è altrettanto vero che c’è un problema di efficacia della comunicazione da parte di chi scrive, vuoi nell’organizzazione dei contenuti, vuoi nel registro linguistico prescelto.

WS: Il CIAO ha una pagina frequentatissima su Facebook e adesso anche un Twitter, Ci racconti questa esperienza “duepuntozero”?

facebookEC: L’esperienza nasce proprio perché il messaggio, nelle sue forme convenzionali ed istituzionali, evidentemente “non arriva”. Se qualcuno ti dice che ha difficoltà ad andare da qui a lì e tu non puoi rifare da solo le strade per migliorare i percorsi, l’unica soluzione è accompagnarlo “di persona”. Il web 2.0, facebook, twitter, ma anche l’esperienza di Radiosapienza, consentono di fare questo: se la montagna non va da Maometto…

WS: Monitoriamo continuamente il web e abbiamo notato che gli studenti spesso utilizzano strumenti non ufficiali per chiedere informazioni (Yahoo Answer, Forum eccetera). Lo studente domanda e un altro risponde. Un po’ la versione elettronica del passaparola nelle aule e nei corridoi dell’università.

EC: Il rischio del passaparola (sul web come nei corridoi) è che si abbassi il livello di attendibilità delle informazioni. Certamente il web ha il vantaggio di accedere alla fonte della notizia (se uno riesce a trovarla). Sono consapevole che non possiamo controllare tutte le informazioni che viaggiano tra gli studenti. Ma se la notizia ha una fonte certa e verificabile, il passaparola può diventare un nostro alleato e non un generatore di confusione. Al CIAO abbiamo cercato di fare proprio questo: coniugare la velocità e la semplicità del mezzo con l’attendibilità dei contenuti.

WS: Quindi gli studenti che vogliono aiutare un altro studente devono condividere la fonte e non riportare a pappagallo informazioni orecchiate.

EC: …esatto. E’ il “sistema CIAO”…

WS: Dacci un giudizio spassionato sul sito universitario della Sapienza, sia quello generale sia quello delle facoltà e dei dipartimenti:

EC: Rispondo con una domanda: perché per lo studente cercare un’informazione su Facebook è meglio che cercarla sul sito?

Le risposte (ovviamente scontate) che tutti stiamo mentalmente elencando in questo momento sono esattamente le cose che mancano ai nostri siti, a quello di Ateneo come a quelli di facoltà.

Manca il “racconto” dell’informazione, mancano la dimensione emozionale, l’immediatezza e il contatto. Sfatiamo, una volta per tutte la falsa convinzione che la comunicazione istituzionale debba essere frigida, ingessata, paludata e che il linguaggio utilizzato debba essere asettico e impersonale.

I siti istituzionali si rivolgono a persone, un sito universitario, in particolare, si rivolge a giovani che vivono l’esperienza della conoscenza e dello studio, vale a dire una delle stagioni più intense ed interessanti della vita: non possiamo avvilire ed impoverire questa emozione.

WS: In concreto cosa significa. Facci qualche esempio

EC: Una volta ho avuto la prova che cambiare si può: un docente di medicina aveva pubblicato i risultati dl suo esame sul sito di facoltà e aveva scritto sulla pagina web una frase abbastanza simile a questa: Cari studenti, ecco i risultati degli esami del primo semestre: come vedete sono eccellenti e questo vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro. Il vostro impegno ci ripaga di tutta la fatica del nostro lavoro ed è un grande stimolo per continuare la nostra professione con dedizione e passione.

In quel momento ho desiderato fortemente di far parte di quella classe e di studiare con quel professore e quei ragazzi.

Ecco, secondo me, cosa dovrebbe esserci, su un sito web di facoltà.

Riferimenti web

Websapienza sul CIAO

9 commenti leave one →
  1. 23 settembre 2009 2:00 pm

    Emi sempre ottima, né se ne dubitava, e un grazie a lei e a chi l’ha intervistata.

    Sull’informazione come racconto esiste ormai una folta letteratura anche ai fini dell’ingegneria della conoscenza organizzativa. Tra tutte, e solo per avere almeno un punto di partenza:
    .

    Ma c’è da considerare un altro livello, quello della grammatica e della pragmatica della comunicazione, che “crea” la realtà mentre questa viene comunicata (con il rischio – tutto giornalistico – di approdare al racconto come “finzione” a danno della comunicazione di verità). Poiché ogni informazione è tale se c’è un interpretante oltre che un emittente, l’incontro fra i due elementi avviene se il codice è condiviso.

    Ma non è sempre così.
    Un sito istituzionale scivola facilmente nell’asimmetria nell’informazione e della comunicazione perché non c’è negoziazione né di contenuto né di forma tra i due elementi, perché chi emette il messaggio non si cimenta nel verificare la ricezione dell’intenzione che aveva generato quella comunicazione, né il ricevente ha la possibilità di far modificare il messaggio.

    Per questo, l’esperienza del Ciao è esemplare e dovrebbe finalmente spingere i vari webmaster e sedicenti comunicatori all’integrazione, nell’istituzione che rappresentano, di elementi “rappresentativi” dell’utenza, cioè dei destinatari, perché la verità, come la realtà, è sempre il frutto di una negoziazione che, nel caso dei “media”, è sociale.

    Ecco che un sito che non fa trovare l’informazione sta, nei fatti, falsificando la realtà che pretende di rappresentare in modo “asettico” e unidirezionale.

    Il web non è la televisione che presuppone (ma sempre meno) utenti passivi, ma esige l’interazione (dal famoso 2.0 in poi).

  2. 23 settembre 2009 2:02 pm

    E’ scomparso il link, per cui ci riprovo:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Storytelling_management

  3. Luca permalink
    24 settembre 2009 5:33 pm

    Emi è sempre Emi! Mi propongo per un’assunzione “Responsabile 2.0 della Sapienza”, con la sua approvazione naturalmente!

  4. Luca permalink
    25 settembre 2009 10:45 am

    Questo è il commento serio dopo che mi hanno accusato di fare sviolinate😀

    Il CIAO è un’avanguardia, in tutti i sensi, ed è giusto che utilizzi al meglio gli strumenti che il web mette a disposizione. Ma lo sforzo di comunicazione, a mio avviso, deve essere fatto dalla Sapienza nel suo complesso. I vari uffici, CIAO a parte, non sono molto pubblicizzati, le matricole non sanno neppure dell’esistenza dei Sort e si rivolgono al CIAO anche per argomenti sui quali non ha informazioni utili.

    Inoltre il manifesto degli Studi resta oscuro per tutti, trovarlo sul sito è complicato o, quantomeno, non è immediato come dovrebbe essere. Quando lo si trova, non si sa cosa cercare. Perchè non fare un motore di ricerca dedicato (e ragionato) oppure realizzare un qualcosa di simile alla pagina di ricerca dei corsi di laurea, guidando lo studente passo passo fino all’articolo che cerca? Una soluzione di base, molto 1.0, che potrebbe, però, aiutare lo studente. Prima di lanciarsi in modalità diverse sarebbe utile sfruttare al meglio quelle che già ci sono.

  5. 25 settembre 2009 5:27 pm

    Grazie del tuo commento.

    I problemi che poni sono tanto complessi e tanto ‘reali’ che noi ci abbiamo dedicato questo blog. Un blog che sta quasi superando un anno di attività e quasi 300 post!

    Quindi, continua a seguirci…e magari regalaci qualche tuo contributo (tanto a noi le sviolinate non servono! :-))

  6. Fabio Masetti permalink*
    1 ottobre 2009 2:26 pm

    grande.

  7. emi permalink
    1 ottobre 2009 4:58 pm

    bravo Luca, bravo!!! ecco cosa faremo da novembre a gennaio…

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