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Il processo, il prodotto, verità e opinioni

17 giugno 2011
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Marino Midena e Stefania Sepulcri curano una bella intervista pubblicata sul canale youtube della Sapienza al Magnifico Rettore Luigi Frati. Alcuni studenti rivolgono alcune domande al professore sull’uso dei social network da parte dell’università.

In realtà, non è la prima volta che il professore dedica una riflessione pubblica sull’argomento. Abbiamo scovato una intervista realizzata circa un anno fa dal giornalista Damiano Crognali sugli stessi argomenti. Ascoltando le due interviste, realizzate in contesti e con finalità diverse, ci consente di avere un quadro molto preciso delle idee del professore e sui compiti dell’università nel campo delle tecnologie informatiche e della comunicazione.

Il prodotto, il processo

Nell’intervista su SapienzaRoma il professore ritorna su un argomento a lui caro (e ripreso pure in occasione della presentazione del portale della Sapienza). Occorre puntare sul prodotto (buona ricerca, buona didattica) piuttosto che sulla riorganizzazione del processo. La questione è – per come l’abbiamo capita noi – dirimente per molte azioni presenti e future.

È diventato luogo comune che per realizzare un buon prodotto sia necessario garantire la qualità del processo. Se controlliamo e garantiamo l’intera filiera formata dai singoli processi abbiamo la sicurezza che il prodotto sia di ottima qualità. Il professore – mi pare – voglia sovvertire questa regola, puntando direttamente sul prodotto.

Faccio un esempio per come l’ho capita io: supponiamo di voler realizzare un nuovo servizio di assistenza. Il primo metodo prevede l’analisi di tutti i flussi, la realizzazione di standard tecnologici e di comunicazione, formazione e adeguamento delle conoscenze eccetera. Puntare sul prodotto significa invece partire dal risultato finale (migliorare l’assistenza agli utenti) e “costringere” l’organizzazione ad adeguarsi alle nuove disposizioni.

Verità e opinioni

Nell’intervista realizzata un anno fa, il professore si sofferma su un aspetto interessante: la differenza tra opinioni e verità scientifica. In sostanza il Magnifico Rettore dice: va benissimo scrivere e dialogare sui social network e sui blog ma non bisogna dimenticare che l’università ha propri criteri epistemologici: le opinioni non possono diventare verità. Come formatori – dice il professore – abbiamo il dovere di far capire che la verità scientifica è una verità dimostrata.

Le interviste

SapienzaRoma su Youtube

14 giugno 2011

Un secondo Il canale video firmato Sapienza Università di Roma. Con una presentazione del nuovo portale Sapienza

Conoscenza e informazione

10 giugno 2011
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Nel nostro lungo percorso di riflessione intorno alle questioni legate al web, alla condivisione delle conoscenze, agli strumenti tecnologici connessi, nonché alla corposa letteratura nata intorno a questi temi abbiamo sempre avvertito un limite, un confine invalicabile che, a dispetto della rivoluzione digitale, pone l’università ancora al centro della trasmissione della cultura. Il problema è che le risposte dei neo-luddisti da una parte e dei fanatici del gadget didattico (la sempreverde contrapposizione tra apocalittici e integrati) non ci aiutano a capire il problema.

Poi capita di leggere questo:

…si starebbe imponendo una concezione nuova del sapere e del modo d’apprendere. Colui che sa non è l’insegnante, il professore, ma il primo tra pari. Cambierebbe così il concetto di proprietà della conoscenza che diverrebbe un patrimonio non esclusivo ma condiviso, aperto, accessibile a tutti, ovunque, sull’istante.

[…]

Questo ragionamento si basa sulla confusione elementare tra informazione e conoscenza. L’accessibilità massima all’informazione – che è un frutto positivo delle tecnologie informatiche – non implica affatto il possesso della conoscenza. Quest’ultima si costruisce nell’interminabile processo di cui si diceva all’inizio e richiede maestri. La conoscenza non è qualcosa cui si accede sull’istante e di cui ci si impossessa come una notizia.

Dal blog di Giorgio Israel: Menti di gallina che riducono il sapere a informazione

Apre (e poi chiude) SapienzaTube

8 giugno 2011

Update: Il canale SapienzaTube è stato chiuso

Sapienza su YouTube

Cosa c’è sotto?

6 giugno 2011

La maggior parte dei siti dei dipartimenti sono stati realizzati con html statico (25 su 50 siti esaminati).  9 con Joomla, 4 con Drupal e 1 con Plone. Infine 11 siti sono realizzati con linguaggi di scripting (Asp, Php eccetera).

 

 

 

Sapienza al mondiale Platu 25

3 giugno 2011

…I due equipaggi Sapienza Vela si sono comunque difesi mantenendo le posizioni in classifica.

Sapienzavela.it

Tracce del futuro. Domani alle 10.00

30 maggio 2011

Il convegno sarà trasmesso in streaming sul sito del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale , su ComunicLab) e sul sito di Media Duemila e Radio Sapienza.